«Città fuori dal Cratere, via alla protesta»

Sospiri attacca il governo per l’esclusione di Penne, Civitella e Catignano e annuncia manifestazioni
PENNE. L'area vestina, tranne Farindola, è rimasta fuori dal Cratere per decisione del governo Gentiloni. Ai margini dei benefici, oltre a Penne, sono rimaste anche Civitella Casanova e Catignano, entrambe fortemente colpite dalla doppia ondata neve-terremoto dello scorso gennaio.
Parole dure contro l'esclusione di Penne, Civitella e Catignano, sono arrivate soprattutto dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Lorenzo Sospiri, intervenuto sull'argomento nel corso dell’assise regionale tenutasi nella giornata di martedì scorso, giorno in cui in Parlamento è iniziata la votazione per la conversione in legge del decreto sisma. «Il decreto sisma, che per noi abruzzesi è stato sisma-neve», ha attaccato Sospiri, «noi lo consideriamo un tradimento per l'Abruzzo. Un tradimento, sia per gli emendamenti presentati ed approvati, ma soprattutto per quelli che sono stati bocciati. Il presidente della Regione Luciano D'Alfonso non può non andare a Roma per ottenere molto di più di quanto ci hanno sin qui garantito. Abbiamo assistito ad un allargamento assolutamente insufficiente del Cratere sismico che anche di fronte a dati accertati, come il 40% degli immobili inagibili, ha visto incredibilmente rimanere fuori alcuni Comuni, come Penne, Civitella Casanova e Catignano».
«Se non dovesse passare l'emendamento su Penne», ha aggiunto, «si dovrebbero vergognare. Penne è pronta a scendere in piazza. La risposta del governo per Penne, che ha visto nell'emergenza oltre 50 abitazioni sgomberate, è stata una prima tranche di sostegno economico pari a 500mila euro e la rassicurazione che tutte le prime case danneggiate dal terremoto, le aziende agricole e le attività produttive saranno riparate al 100 per cento». «Quello che il Comune di Penne ha ottenuto», ha sottolineato il consigliere di maggioranza (Per Penne)Emidio Camplese, «di certo, non può soddisfare gli sforzi profusi dalla cittadinanza durante tutta l'emergenza maltempo». Oltre a Penne, anche Civitella Casanova è rimasta esclusa dal Cratere. A seguito delle scosse di terremoto, susseguitesi negli ultimi mesi, sono stati dichiarati inagibili oltre 60 edifici e altri 60 attendono approfondimenti. Sono state inoltre interdette le chiese della Madonna dell'Assunta e della Madonna delle Grazie.
Complessivamente, il sindaco di Civitella Marco D'Andrea ha emanato 50 ordinanze di sgombero e 51 sono i cittadini che hanno dovuto lasciare la propria casa. «Per un territorio che chiede aiuto, che ha bisogno di aiuto, per un territorio che sta morendo», ha affermato D’Andrea, «la politica deve avere delle risposte. Viviamo una condizione assurda se si considera che tutto ciò si va a sommare agli ingenti danni del sisma 2009». A Catignano, la situazione di certo non è migliore: due zone del paese sono interdette, perché a rischio crolli, ed è stato necessario mettere in sicurezza anche la torre campanaria. Il Comune è in difficoltà nell'andare avanti senza il sostegno del governo.
Francesco Bellante
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