Civitarese: «Città ferma, subito l’area di risulta»

6 Ottobre 2016

Il docente a capo dell’urbanistica: «Dobbiamo lavorare su trasporti e mobilità, trovando gli strumenti per rendere saldo il legame tra la città e il suo hinterland»

PESCARA. Da studioso delle istituzioni a uomo delle istituzioni: dagli esami e dalle lezioni universitarie in Italia e all'estero all'esperienza diretta in politica come assessore scelto dal sindaco Marco Alessandrini per rilanciare un settore fermo da troppi mesi come l'urbanistica.

L'accademico Stefano Civitarese Matteucci, più volte perito e consulente tecnico dell'autorità giudiziaria e della Procura della Repubblica, ammette di aver accettato l'incarico all'interno dell'esecutivo comunale «per dare un contributo alla comunità», ma non nasconde a se stesso e alla città le difficoltà: «Dovrò mettermi a studiare», osserva, «perché questo compito non è semplice».

Civitarese, 52 anni, avvocato e docente di diritto amministrativo all'università d'Annunzio di Chieti e Pescara, vanta anche un contratto alla York Law School fino al 2021 come docente di diritto pubblico. Le deleghe saranno formalizzate nelle prossime ore, ma salvo sorprese dell'ultimo momento si occuperà di programmazione delle politiche urbane sul territorio e, di conseguenza, anche di mobilità.

Quali sono le priorità in campo urbanistico?

«Condivido l'analisi di una città ferma dal punto di vista della pianificazione urbanistica, ma questo è dipeso dalla congiuntura di mercato sfavorevole e da contesto economico non semplice.

Condivido il documento programmatico di mandato del sindaco e del Partito democratico, in particolare lo stop al consumo di suolo e la scelta di riempire il vuoto urbano delle periferie, ma dico che bisogna cominciare a fare un discorso più ampio, ragionando sempre più in termini di area metropolitana. Dobbiamo lavorare sui trasporti e sulla mobilità, trovando gli strumenti operativi per rendere saldo questo legame tra la città e il suo hinterland».

Da dove si dovrà ripartire per rilanciare la città?

«L'area di risulta della vecchia stazione ferroviaria rientra sicuramente tra i primi compiti a cui mi dedicherò poiché rappresenta un vuoto urbano da riempire. Conosco bene la questione visto che me ne sono occupato come consulente tecnico di parte nel processo che ha visto imputato Luciano D'Alfonso (poi assolto ndc) per il project financing con la società Toto. Per le altre questioni aspetto di guardare le carte prima di stilare le priorità».

Ha accettato immediatamente l'incarico di assessore?

«La telefonata del sindaco mi ha colto di sorpresa e mi ha creato qualche disagio. Non avendo esperienza diretta in politica ci ho riflettuto bene prima di accettare. Ma ho deciso di mettermi alla prova nel contesto territoriale in cui sono nato e cresciuto. Dovrò mettermi a studiare perché non è semplice».

Come riuscirà a conciliare la vita politica con il lavoro?

«Ho un incarico in Inghilterra alla York Law School fino al 2021 ma riesco a gestirlo tra lezioni a distanza e qualche viaggio di pochi giorni. In futuro l'ipotesi di trasferirmi lì con la mia famiglia c'è, ma a determinate condizioni». (y.g.)

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