Civitarese si dimette dal cda dell’Ateneo

17 Gennaio 2017

Il professore chiude il “caso” scatenato da politici e imprenditori teatini: «Nessuna incompatibilità, ma troppi impegni»

PESCARA. Alla fine si è dimesso. «Con molti cordiali saluti», il professore di diritto amministrativo dell’Ateneo d’Annunzio Stefano Civitarese Matteucci assessore all’Urbanistica, alla Mobilità e alla semplificazione amministrativa di Pescara dallo scorso ottobre, ha formalizzato con una lettera al rettore Carmine Di Ilio quanto già comunicatogli a voce la scorsa settimana: «Rassegno le mie dimissioni a causa dell’oggettivo aumento degli impegni sia accademici, con l’avvio dei corsi del secondo semestre e alcuni impegni scientifici a carattere internazionale, sia istituzionali, come assessore del Comune di Pescara, che rischierebbero di pregiudicare la efficacia del mio contributo in seno al consiglio».

Una decisione che chiude definitivamente la vicenda del doppio incarico di Civitarese (nella giunta pescarese e nel cda dell’ateneo chietino) che a tutti gli effetti era diventato un caso. Con il sindaco di Chieti Di Primio che per primo a metà ottobre aveva gridato al tentativo di scippo dell’università da parte di Pescara, e con il documento “Chieti da rispettare” sottoscritto il mese dopo da novanta rappresentanti della teatinità tra imprenditori, presidenti di ordini professionali, associazioni culturali e di categoria, esponenti della cultura e di famiglie storiche che in vista di un protocollo d’intesa tra Comune pescarese e Università avevano inviato a rettore, sindaco e presidente di Regione le loro rimostranze parlando di «mancato riconoscimento e svilimento degli investimenti della provincia di Chieti».

Un caso, a tutti gli effetti, che due giorni dopo la lettera della “teatinità” finì pure in Parlamento con l’interrogazione al ministro del deputato dei Cinque Stelle Gianluca Vacca convinto dell’incompatibilità del doppio incarico di Civitarese. «L’incompatibilità non c’è e non c’è mai stata in senso giuridico», rimarca oggi Civitarese, «se sono arrivato a questa decisione è per le ragioni che ho elencato nella mia lettera di dimissioni, legate all’aumento degli impegni accademici per il secondo semestre, di quelli internazionali e di quelli all’interno della giunta comunale considerando che stiamo entrando in una fase in cui va concretizzata tutta una serie di programmi importanti. E se poi questa decisione può mettere tutti più tranquilli, allora meglio ancora, così togliamo di mezzo anche questo argomento».

L’argomento è l’incompatibilità territoriale, più che giuridica, addotta dal sindaco di Chieti, peraltro ignaro delle origini teatine del docente. Lo stesso che a qualche mese dallo sfogo pubblico di Di Primio, rispetto a quelle polemiche si limita a commentare: «L’università è una struttura metropolitana. In che modo i professori afferenti all’università di Chieti- Pescara possono appartenere all’uno o all’altra città? E poi all’interno del consiglio di amministrazione, di cui avevo già fatto parte nel 2015, ci devono essere necessariamente cinque docenti interni. Io avevo fatto domanda per entrare nel cda su richiesta del rettore in quanto sono l’unico amministrativista di tutto l’ateneo, nel frattempo è venuta fuori la nomina nella giunta di Pescara. Mi sono posto il problema, certo, ma mi è stato richiesto di rimanere per un altro po’. E adesso che la mia presenza nel cda sembra non essere più indispensabile mi sono dimesso. Piuttosto mi auguro che al mio posto nel cda entri una donna. Si potrebbe anche considerare di fare un bando riservato alle donne, ci sono amministrazioni in cui è stato fatto, perché non farlo anche qua?».

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