Classico, ora è scontro sui costi della mensa

27 Settembre 2017

Il sì del Tar alla settimana corta non spegne le polemiche: ogni lunedì dal 2 ottobre si pranza a scuola

PESCARA. Dopo la bocciatura del Tar, le famiglie degli studenti del liceo classico D’Annunzio che sono contro la settimana corta denunciano un altro problema: le spese del pranzo scolastico all'avvio ufficiale, lunedì 2 ottobre, dell'orario definitivo con la settimana corta.
Una spesa da affrontare solo il lunedì, quando l'orario scolastico degli studenti del secondo biennio più ultimo anno (che svolgono lezioni per 31 ore settimanali) viene esteso con il rientro pomeridiano dalle 14.30 alle 16.20. Per tutti gli altri giorni vale l'orario di lezione dalle 8.15 alle 13.45. Un pasto completo e sigillato, preparato da un catering pescarese e da consumare tra le mura scolastiche nei 45 minuti di pausa pranzo del lunedì tra le 13.45 e le 14.30, costa alle famiglie 4 euro e 50 centesimi. Lo sostiene una circolare dell'istituto, firmata dal dirigente scolastico Donatella D'Amico, che entra in vigore ufficialmente oggi e che nei giorni scorsi è stata distribuita alle famiglie per conoscenza. Nel documento viene offerto un ventaglio di tre scelte: gli alunni maggiorenni «possono uscire e consumare il pasto fuori» dalla scuola «previa loro dichiarazione con assenso della famiglia, rilasciata in forma scritta».
I minorenni, dai 15 ai 17 anni, invece, «possono uscire e consumare fuori il pasto solo su espressa richiesta e autorizzazione scritta dalla famiglia». In «caso di maltempo, pioggia forte, freddo e neve, gli alunni potranno essere ospitati nei locali della scuola» attrezzati per la pausa ricreativa di 45 minuti. La seconda possibilità per gli studenti degli ultimi tre anni, sempre su richiesta delle rispettive famiglie, è quella di «consumare a scuola un pasto confezionato all'esterno», ad esempio un panino acquistato nei bar delle vicinanze del liceo di via Venezia e consumato nell'istituto scolastico.
La terza possibilità, è appunto, il catering preparato dall'azienda pescarese Dinamic Food che ha vinto una regolare gara d'appalto. I costi a carico delle famiglie per un pasto completo e sigillato, consumato in appositi locali preparati dalla scuola, ammontano a 4,50 euro dunque. La circolare precisa che «ogni scelta che la famiglia intende adottare dovrà essere comunicata alla scuola per iscritto entro il 30 settembre 2017». Una spesa che rappresenta un «ulteriore disagio» per le famiglie già «amareggiate» dalla sentenza del Tribunale amministrativo regionale - sezione di Pescara- che ha bocciato il ricorso del comitato dei genitori (92 persone) contro la settimana corta presentato dall'avvocato Giovanni Paolo D'Incecco Bayard De Volo, il 4 agosto scorso.
Nelle motivazioni del dispositivo di sentenza (discussa il 22 settembre scorso) e reso noto ieri, a firma del presidente Alberto Tramaglini, viene rilevato che «alle istituzioni scolastiche è riconosciuta, nell’esercizio della propria autonomia didattica, la facoltà di adottare tutte le forme di flessibilità ritenute opportune e funzionali alle esigenze didattiche».
La settimana corta al Classico, dunque, andrà avanti con buona pace delle famiglie e degli studenti, che si riservano di discutere la questione nelle prossime settimane.
Non viene scartata l'ipotesi di un ricorso al Consiglio di Stato, ma un fatto è certo: «La nostra battaglia andrà avanti», sostengono i firmatari del ricorso. Anche se appare ormai chiaro che la sentenza del Tar ha posto fine, per quest'anno, alle speranze delle famiglie degli studenti di cancellare la settimana corta. (c.co.)
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