Cliente mette in fuga rapinatore armato

Il malvivente è stato spinto dalla vittima e ha rinunciato al colpo. Ha urtato la porta e perso la pistola: è un giocattolo
MONTESILVANO. Una risposta aggressiva, poi una spinta. È bastato questo per mettere in fuga un rapinatore armato di pistola che ieri, alle 4 del mattino, ha tentato un colpo al Bingo Orione di Montesilvano ma si è sentito messo all’angolo quando un cliente gli ha fatto capire di non voler cedere alle sue minacce. E così è risalito in auto e si è allontanato, lasciando lì la pistola. Ora lo stanno cercando i carabinieri che hanno raccolto una serie di elementi a suo carico e puntano a risalire alla sua identità.
Sono le 4.10 di ieri quando il rapinatore, di media statura, con il volto coperto, si presenta al Bingo. Dentro c’è poca gente. Il malvivente impugna la pistola e si avvicina a un cliente. Gli dice qualcosa del tipo «Qui ci vogliono i soldi...». Nonostante la pistola, la vittima non si scompone più di tanto. Anzi, si infastidisce. Osserva la pistola, guarda il rapinatore e gli risponde con strafottenza. Gli chiede con fare deciso: «Te ne vai?». L’uomo armato non crede alle sue orecchie. Non sa che fare. Esita un attimo. Ed è in quella frazione di secondo che la vittima si volta verso il rapinatore e lo spinge, come a volerlo mandare via. Non ce la fa a reagire, decide di fuggire, di rinunciare al colpo. Si gira su se stesso e scappa. Nella concitazione finisce contro la porta e perde la pistola, che cade a terra. Non si ferma per raccoglierla, continua a correre e raggiunge la macchina, nel parcheggio. Si infila nell’abitacolo e via. Si allontana dal Bingo rapidamente.
Dopo poco arrivano i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Vincenzo Falce. Ascoltano chi c’era, ricostruiscono i fatti, raccolgono tutte le informazioni sul rapinatore: dalle caratteristiche fisiche all’abbigliamento per finire con il modo di parlare. Studiano le immagini delle telecamere, che mostrano chiaramente come si è mosso l’uomo negli spazi del Bingo. Recuperano la pistola, che è semplicemente un giocattolo, e scoprono che la fuga è avvenuta con una Fiat Uno bianca. Le ricerche scattano subito e dopo poche ore viene fermato a Pescara un uomo su una Fiat Uno bianca. Sta dormendo in auto, nei suoi confronti scattano gli accertamenti della polizia. Nel giro di poco si accerta che non ha niente a che fare con il tentato colpo al Bingo. Intanto gli accertamenti proseguono, da parte dei carabinieri, anche sulla pistola. Sull’arma giocattolo potrebbero esserci delle tracce che riconducono al balordo.
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