Clima, globalizzazione e guerre al focus tra manager e banchieri

Un monito le parole dell’ex ministro Giovannini sulla necessità di accelerare gli investimenti “verdi” Economia digitale e proprietà intellettuale i temi della sessione odierna che verrà chiusa da Visco
LANCIANO. «Ritardare le risposte da dare al cambiamento climatico è una pessima idea. Solo accelerando sugli investimenti “verdi” e trasformando la politica economica italiana in funzione di uno scenario a emissioni zero si riducono i costi, si genera crescita, si mantengono i conti pubblici in ordine e si contribuisce a contrastare la crisi del clima».
Suonano come un monito le parole dell’ex ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Enrico Giovannini, ordinario di Statistica economica e di Politiche per lo sviluppo sostenibile all’Università di Roma Tor Vergata, docente di Public management alla Luiss ed ex presidente Istat.
Giovannini è intervenuto, a Lanciano, alla giornata di apertura dei lavori di “Mani Visibili”, la tre giorni di economia dedicata a Marcello De Cecco, economista abruzzese di fama nazionale.
Un focus con studiosi, manager, banchieri, imprenditori e giornalisti per raccontare il quadro geopolitico attuale e discutere di futuro dell’innovazione, politiche comunitarie, prospettive del multilateralismo e opportunità per il Mezzogiorno. Giovannini ha evidenziato come «i trasporti pesano per un terzo degli inquinanti. Occorre, pertanto, una politica di riconversione dell’automotive, in cui l’Europa riveste un ruolo centrale».
Tema, quello dell’automotive, che tocca da vicino l’Abruzzo.
Dal cambiamento climatico, alla globalizzazione: «Non siamo ancora in una fase di deglobalizzazione generalizzata, anche in virtù dei legami geopolitici duraturi nel tempo. Quello a cui stiamo assistendo è un primo ripensamento delle imprese, che stanno riconsiderando le proprie strategie riportando le loro produzioni in loco, nei territori dei Paesi alleati. Anche gli investimenti diretti esteri hanno avuto un rallentamento negli ultimi anni e i flussi commerciali sono mutati, con un aumento delle importazioni dai Paesi alleati», ha dichiarato Alessandro Borin, di Banca d’Italia, «sono tre gli choc che hanno condizionato l’evoluzione della globalizzazione: il ritorno del protezionismo, la pandemia e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il 2016, che possiamo prendere come data indicativa, è il momento in cui tornano in auge le politiche protezionistiche e crescono, di nuovo, le barriere commerciali e degli investimenti. Viene posta sempre più attenzione ad alzare ostacoli sugli investimenti all’estero. Il secondo choc è riconducibile alla pandemia, che ha messo in luce le vulnerabilità delle catene di produzione, sempre più diffuse e complesse», ha spiegato Borin, «l’intero comparto automobilistico, ad esempio, viene bloccato per la mancanza di piccole componenti. Tutto questo ha fatto rivedere alle imprese il discorso della produzione, ma il vero spartiacque è stato lo choc geopolitico del 2022 con l’invasione dell’Ucraina».
«La globalizzazione come l’abbiamo conosciuta è andata in pezzi e un’altra, diversa, emergerà», ha spiegato il presidente di Amdec, Mario Amendola. «L’esperienza del Covid e le crisi logistiche che hanno rotto le catene di approvvigionamento, costringono a ripensare le organizzazioni produttive allo stesso tempo le guerre ai confini dell’Europa e in Medio Oriente e il confronto per il primato tra Stati Uniti e Cina spingono verso una regionalizzazione delle produzioni strategiche».
Economia digitale, guerra dei microchip, proprietà intellettuale e globalizzazione del sapere saranno, invece, i temi della sessione odierna, che si chiuderà con l’intervento di Ignazio Visco, governatore onorario della Banca d’Italia e membro del Governing Council della Banca Centrale Europea dal 2011 al 2023.
Il programma prevede gli interventi di Enrico Pisino (Competence Industry Manufacturing Center 4.0), Cesare Alemanni (scrittore, editor), Ugo Pagano (Università di Siena) e Alessandra Rossi (Università di Chieti-Pescara).
Nel pomeriggio verrà consegnato al giovane studioso Paolo Bozzi il Premio Marcello De Cecco 2024 per ricerche inedite in economia.
Seguiranno le relazioni di Stefano Micossi (Assonime), Ugo Pagano (Università di Siena), Valeria Termini (Università Roma Tre), Paolo Guerrieri (La Sapienza e SciencesPo).
Mani Visibili sarà anche l’occasione per inaugurare il fondo librario Marcello De Cecco, ospitato a Palazzo degli Studi, in corso Trento e Trieste, a Lanciano.
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