CHIETI
La cocaina per la “Chieti bene” era nascosta nel trolley del Bimby, il celebre robot da cucina, e nella cameretta della figlia. Francesca Tenaglia, teatina di 40 anni, è stata arrestata dalla polizia di Stato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente: da mercoledì sera, dopo il blitz della squadra mobile, è rinchiusa nel carcere di Madonna del Freddo, su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani. L’ipotesi più che fondata è che la droga, a partire dalle 80 dosi già confezionate e pronte per essere vendute, fosse destinata a clienti benestanti.
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CACCIA AI CLIENTI
Gli investigatori del commissario capo Francesco D’Antonio hanno sequestrato anche due agende, trovate sul tavolo del soggiorno, contenenti numerosi appunti sugli affari illeciti portati avanti dalla donna. Su quelle pagine sono indicati nomi e soprannomi di una trentina di clienti, con accanto numeri che si riferiscono chiaramente a somme di denaro legate a cessioni di droga. Ora l’inchiesta punta a ricostruire la filiera dei consumatori. Determinante, in questo senso, risulterà anche l’analisi dei tre cellulari sequestrati alla quarantenne: saranno passate al setaccio chat e rubriche per scovare ulteriori spunti.
LA SEGNALAZIONE ANONIMA
L’operazione di due giorni fa – che rientra nei controlli, disposti dal questore Leonida Marseglia, finalizzati a combattere la diffusione di sostanze illegali – è scattata dopo una segnalazione anonima arrivata su Youpol, l’applicazione della polizia (leggi l’articolo di approfondimento qui accanto) per denunciare atti illeciti di cui si è venuti a conoscenza, in ambito pubblico o privato. Quei messaggi che avvisavano la questura della possibile attività di spaccio sono stati ricevuti in sala operativa, sul sistema gestito dall’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (diretto dal sostituto commissario Andrea D’Angelo), e sviluppati dalla Mobile. Dopo una serie di «servizi di osservazione», gli agenti hanno deciso di passare all’azione e perquisire l’abitazione della Tenaglia. E quella segnalazione anonima, inviata via smartphone da un cittadino ignoto ma informatissimo, si è dimostrata attendibile.
LA PERQUISIZIONE
Quando i poliziotti le hanno spiegato il motivo della loro presenza, l’indagata non ha potuto fare altro che consegnare la droga, complessivamente circa 140 grammi. La donna aveva scelto un nascondiglio particolare: il trolley di un elettrodomestico, il Bimby, all’interno del quale le dosi di cocaina erano custodite in tre borselli, un barattolo in plastica e una scatola di metallo.
L’ALTRO NASCONDIGLIO
La valigia contenente il robot da cucina non era l’unico posto eletto a cassaforte della cocaina: tre “pietre”, generalmente segno inequivocabile della purezza dello sostanza, sono state rinvenute nell’armadio della camera da letto della figlia. È spuntato anche il materiale per confezionare lo stupefacente, a partire dalle buste per il sottovuoto e da due bilancini elettronici di precisione. Tracce di polvere bianca sono apparse evidenti su una paletta da gelato. Oggi la Tenaglia, assistita dall’avvocato Antonello D’Aloisio, comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto e il contestuale interrogatorio.