Sempre più ossa dal cimitero dimenticato Vasto

L’area senza recinzioni né indicazioni a Punta Aderci, gli scheletri scoperti dalle mareggiate
VASTO.
Un cimitero a cielo aperto a due passi dal mare. Passeggiando nella riserva naturale di Punta Aderci non è insolito imbattersi in scheletri e ossa. Sono i resti dei vastesi morti nel 1817 a causa di una epidemia di tifo, una malattia terribile che due secoli fa ha mietuto migliaia di vittime. Storici e studiosi locali sollecitano da anni il recupero dei resti, la loro catalogazione e valorizzazione, ma le proposte,sono cadute nel vuoto.
L’area è in totale abbandono: è recintata con una corda, ma non c’è neanche un cartello, tranne una segnaletica che indica la pericolosità del costone. Le mareggiate e l’erosione contribuiscono a far affiorare teschi, ossa e scheletri.
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