Collare elettronico al cane: denunciato

30 Dicembre 2014

Forestale segnala per maltrattamenti agli animali 60enne che addestrava con le “scosse” il suo fido da tartufi

SERRAMONACESCA. Il sua cane indossava un collare elettronico per addestramento che F.P., 60 anni, di Francavilla al Mare, utilizzava per la ricerca e raccolta dei tartufi. Gli agenti della Forestale appartenenti al comando stazione di Lettomanoppello, durante un controllo di routine del territorio, lo scoprono sulla montagna di Passo Lanciano nel territorio di Serramonacesca e lo denunciano alla procura della repubblica di Pescara per maltrattamento ad animali. Gli agento forestali fin tanto che avevano notato il cane con il particolare tipo di collare, non avevano mosso rilievi al proprietario che invece poi è stato fermato quando si sono accorti che era in possesso di un telecomando. Con quell’apparecchio, il proprietario invia segnali con impulsi elettrici all’animale che così viene incoraggiato e eseguire una certa operazione o fatto desistere a seconda del fine che ci si propone di raggiungere. Il tutto a scapito dell’animale che viene costretto a sopportare atroci sofferenze.

Il cane può sviluppare aggressività pur di obbedire alla temibile scossa elettrica. L’uomo, evidentemente, cercava di addestrare il suo cane alla ricerca del prelibato tubero. Il curioso di questa vicenda è che in Italia è legalizzata la vendita del collare, ma vietato è l’utilizzo, proprio perché si ritiene che quelle scosse elettriche infliggano dolori e sofferenze agli animali. È stato questo lo spirito con cui hanno agito gli agenti, tanto che dopo aver eseguito il fermo e sequestrato il collare, hanno subito allertato il servizio veterinario della Asl competente per territorio, che a sua volta ha tempestivamente inviato un veterinario sul posto per visitare il cane.

Un’altra operazione sul fronte della protezione animali, compiute dal comando Forestale di Lettomanoppello teso alla salvaguardia di animali indifesi e, in questo caso, a reprimere i maltrattamenti per i quali negli ultimi tempi il codice penale ha inasprito pene e sanzioni ai danni dei trasgressori. Il mondo cinofilo si è schierato a favore del no assoluto (sopravvivono ancora i ni, con rare prese di posizione a favore) considerando che il problema non è quello di addestrare i cani, ma di educare i loro padroni.

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