Colle Renazzo, strada chiusa di nuovo

Il Comune blocca per lavori parte della via, la protesta dei residenti: dobbiamo percorrere 8 chilometri al posto di 800 metri
PESCARA. Ancora una chiusura per una parte della strada di Colle Renazzo, dopo quella decisa nel dicembre dell’anno scorso, causata dalla frana che si ebbe all'inizio di quel mese. Una chiusura che durò fino al marzo di quest’anno, quando i residenti, esasperati per il protrarsi del divieto di transito, inviarono una serie di lettere al Comune nelle quali si dichiarava la volontà di cedere le aree di loro proprietà all'ente, affinché venisse dato ad esso il via libera per gli interventi di messa in sicurezza della strada (il Comune, altrimenti, non sarebbe potuto intervenire). Una decisione che portò alla riapertura del traffico, con la potatura degli alberi ritenuti a rischio caduta e il posizionamento di una serie di blocchi di cemento, sul ciglio della strada, per impedire ad una nuova ed eventuale frana l'invasione della carreggiata. Soluzioni tampone, però, rese ancora più fragili dal maltempo degli ultimi mesi, tanto da aver indotto il Comune a chiudere giovedì scorso, la strada sine die.
E ora, per i residenti della zona si riapre un nuovo periodo di disagi. Insomma, dicono in coro alcuni di loro, «per la chiusura di un tratto di 200 metri circa, chi, da Colle Renazzo, deve andare a San SIlvestro, deve percorrere ora 8 chilometri al posto di 800 metri. Con aggravi di tempo e di soldi per la benzina».
«Ci sono delle donne», spiega Alfredo Mancini, uno dei residenti, «che devono accompagnare i figli a scuola a San Silvestro, a quella dell’infanzia. E se prima impiegavano solo qualche minuto, ora devono percorrere Colle Renazzo, strada Vallelunga, arrivare alla rotatoria di San Silvestro, per poi salire su».
Ma ieri, a lamentarsi, erano almeno una trentina, davanti alle transenne che proibiscono il transito sulla strada. «Sulla via non ci sono neanche i marciapiedi», fa notare poi Anna Pizzichini riferendosi agli studenti che frequentano gli istituti di istruzione secondaria. «Sì, poiché ora devono farsi 800 metri a piedi per andare alla fermata dell’autobus. Introducessero almeno una fermata dell’autobus qui, dove si interrompe la strada ». Critica è anche Maria Lattanzio, di 71 anni, spalleggiata, per lo stesso motivo, da Ercole Mancini. «Adesso per me si crea il problema di come andare a fare la spesa», evidenzia.
«Negli anni ‘70», invece aggiunge amaro Lucio Di Nisio, «le strade le aprivano. Invece adesso le chiudono». «Ora cercheremo di stimolare l’amministrazione ad agire subito», chiude infine Eugenio Seccia, consigliere comunale di Forza Italia, anch’egli residente nella zona.
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