Coltellate in centro, preso anche il secondo indagato

27 Luglio 2021

PESCARA. È finito in carcere anche il secondo uomo che il 16 giugno avrebbe aggredito e ferito, a scopo di rapina, un 57enne di Monza, I.C., bloccato sulla porta di casa, in piazza Sacro Cuore. L’arre...

PESCARA. È finito in carcere anche il secondo uomo che il 16 giugno avrebbe aggredito e ferito, a scopo di rapina, un 57enne di Monza, I.C., bloccato sulla porta di casa, in piazza Sacro Cuore. L’arrestato è Raffaele Imperiale, 61 anni, pescarese, condotto dai poliziotti della squadra mobile nel carcere di Isernia, come disposto dal giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio su richiesta del pubblico ministero Fabiana Rapino. Il giudice non ha accolto, invece, la richiesta di arresto della terza indagata, A.M., una 49enne domiciliata a Montesilvano, compagna di Mario Galdo, 52 anni, anche lui di Montesilvano, arrestato dalla polizia subito dopo quell’assalto.
Sono stati gli uomini della squadra mobile, diretti da Dante Cosentino e Mauro Sablone, a mettere insieme tutti gli elementi utili ad incastrare i presunti responsabili della tentata rapina in piazza Sacro Cuore, anche grazie alle testimonianze raccolte e alle immagini riprese dalle telecamere. Per l’accusa, dopo aver effettuato in mattinata tre sopralluoghi nel palazzo dove vive il 57enne di Monza, volto già noto alle forze dell’ordine che sta scontando una pena in città, Galdo e Imperiale si presentano nel pomeriggio in piazza Sacro Cuore, in compagnia della donna, per mettere a segno il colpo. Prima delle 18.30 i due uomini, con il volto coperto da mascherina e cappuccio, entrano nel palazzo dove sta per rientrare la vittima (l’appartamento è del figlio) e dopo un po’ aggrediscono il 57enne con un taglierino, cercando di portargli via un orologio da oltre ventimila euro, un Patek Philippe, senza riuscirci. In 13 minuti sono fuori e mentre Imperiale fugge e si dirige verso via Piave, Galdo raggiunge in strada la compagna che porta con sé una busta con dei vestiti, per consentirgli di cambiarsi (la donna sarebbe rimasta fuori dal palazzo). I tre si allontanano mentre arrivano polizia e 118 e la Mobile impiega poco per rintracciarli e recuperare abiti e taglierino. La vittima finisce subito in ospedale, con ferite al collo, alla mandibola e all’orecchio (guaribili in 60 giorni).
Per il giudice esistono «gravi indizi di colpevolezza» a carico di Imperiale (ma non a carico della donna), ritenuto «soggetto incline alla commissione di reati della stessa specie», persona dalla «inclinazione delinquenziale», visti i precedenti, che «non teme di aggredire con violenza le proprie vittime». Un «soggetto pericoloso senza freni inibitori», sempre per il gip che sottolinea «la disinvoltura» con cui Imperiale realizza «gravi atti di violenza per soddisfare le proprie bramosie patrimoniali». (f.bu.)