Come fermare starnuti e pruriti

8 Aprile 2024

Dagli esami del sangue e i test agli antistaminici e i vaccini: i consigli medici

PESCARA. Per allergia s’intende una reazione anomala del sistema immunitario a sostanze presenti nell’ambiente e generalmente innocue, chiamate allergeni. Nei soggetti allergici, il contatto con tali sostanze scatena una violenta reazione, con rilascio di un’elevata quantità di istamina, che è responsabile delle risposte infiammatorie e allergiche, e di conseguenza anche di un alto numero di immunoglobuline E (IgE). Questo provoca la comparsa di infiammazione con sintomi a carico di differenti organi e apparati come polmone, pelle, occhi e naso.
Oltre agli acari della polvere, agli epiteli (peli) di animali (cane, gatto) e a svariati alimenti e medicinali, tra gli allergeni più comuni c’è il polline, definito “stagionale” perché ha caratteristiche di diffusione diverse a seconda del periodo di fioritura della pianta, oltre che delle aree geografiche. È durante la primavera che il numero di piante che fioriscono aumenta, in particolare gli alberi, come graminacee, betullacee, cupressacee e parietaria, rilasciando un’alta quantità e varietà di pollini nell’aria.
La sintomatologia può variare a seconda della quantità di polline cui si è esposti e in base alla via di contatto, ad esempio, per inalazione, ingestione oppure per contatto con la pelle o le mucose (naso, occhi, vie aeree). Quando il contatto interessa le vie aeree superiori e gli occhi, la reazione allergica può manifestarsi con rinite, starnuti continui, congestione nasale, congiuntivite con occhi arrossati che lacrimano, maggiore sensibilità alla luce. Quando viene colpita la cute possono comparire dermatite e orticaria, con prurito intenso. Se a essere interessate sono le vie aeree inferiori, può insorgere l’asma, con comparsa di broncospasmo, la dispnea (mancanza d’aria), la sensazione di costrizione toracica e la tosse con frequenti risvegli notturni.
Per capire se si è allergici e in particolare ai pollini è necessario sottoporsi innanzitutto a una visita allergologica. Lo specialista indicherà quali accertamenti diagnostici eseguire: esami del sangue, per verificare la quantità di immunoglobuline E (IgE) presenti; test cutanei, meglio noti come allergometrici. La terapia più efficace viene valutata dallo specialista, dopo aver stabilito a quale pianta si è allergici e valutato la gravità dei sintomi.
Per attenuare i sintomi nella fase acuta dell’allergia, lo specialista potrà valutare se prescrivere una terapia farmacologica a somministrazione topica, ovvero locale, come colliri, spray nasali, nebulizzatori per la cura dell’asma.
Una classe di farmaci usata è quella degli antistaminici che riducono il rilascio di istamina nel sangue e alleviano la maggior parte dei sintomi, in particolare prurito, starnuti o lacrimazione, ma non hanno alcun potere antinfiammatorio e quindi non sono curativi. L’effetto collaterale tipico degli antistaminici per via orale di vecchia generazione, cioè la sonnolenza, oggi è molto limitato.
Nel caso in cui questa terapia non dia i risultati sperati e per una copertura più duratura dalle reazioni allergiche, un’alternativa può essere il ricorso all’immunoterapia specifica, il cosiddetto vaccino. L'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) la riconosce come unico trattamento che può portare alla guarigione dell'allergia e cambiare la qualità di vita del paziente. (u.c.)