COME FUNZIONA NEGLI ALTRI PAESI

26 Febbraio 2017

L'obiezione di coscienza è un diritto riconosciuto in molti altri Paesi, ma il diritto alla salute e alla libera scelta delle donne è tutelato in modo ben diverso in queste realtà. In Inghilterra ad...

L'obiezione di coscienza è un diritto riconosciuto in molti altri Paesi, ma il diritto alla salute e alla libera scelta delle donne è tutelato in modo ben diverso in queste realtà. In Inghilterra ad esempio, è obiettore solo il 10 per cento dei medici e sono presenti centri di prenotazione aperti 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana. Inoltre, gli operatori che decidono di lavorare nelle strutture di pianificazione familiare non possono dichiararsi obiettori.

Stessa ampia tutela alla donna è garantita in Francia, dove tutti gli ospedali pubblici hanno l'obbligo per legge di rendere disponibili i servizi di interruzione della gravidanza. A differenza di quello che accade in Italia, dove nel solo 2012, più di 21mila donne hanno dovuto cambiare provincia o regione per praticare un aborto, aggiungendo un ulteriore sforzo per portare avanti una scelta già difficile. In pratica, su 94 ospedali con un reparto di ostetricia e ginecologia, solo 62 effettuano interruzioni volontarie di gravidanza. Cioè solo il 65,5 % del totale.

Tutt'altra storia in Svezia, dove il diritto all'obiezione di coscienza non esiste proprio. La legislazione non contempla nelle strutture pubbliche la scelta di rifiutare per motivi etici o religiosi di assistere una donna che abbia scelto un'interruzione di gravidanza, e chi lo fa rischia il licenziamento. Nel percorso di studi, gli specializzandi in ginecologia e ostetricia che pensano che l'aborto sia una cosa sbagliata vengono indirizzati direttamente verso altre specializzazioni. Lo stesso vale in Finlandia, dove l'obiezione di coscienza non è riconosciuta né dal sistema sanitario né dalla legge.