Commercio, contributi per tutte le categorie

7 Aprile 2022

Dai negozi di vestiti, libri e mobili, a edicole e benzinai: ecco l’elenco

Dall'abbigliamento ai negozi di mobili, dall'elettronica, alle edicole e le librerie, profumerie, gioiellerie, fiorai e persino distributori di benzina. È lunghissimo l'elenco delle imprese del commercio al dettaglio che, dal 4 al 24 maggio, potranno presentare domanda on line, sul portale del Ministero dello Sviluppo economico (Mise), per accedere ai contributi a fondo perduto previsti nel decreto Sostegni ter per i settori più colpiti dall'emergenza Covid. Aiuti diretti messi in campo dallo Stato per arginare la grave crisi economica che ha compito le attività commerciali, producendo una netta riduzione degli incassi, a causa delle restrizioni e delle limitazioni imposte durante la pandemia. Ecco la procedura da seguire e i requisiti richiesti per ottenere gli incentivi.
REQUISITI RICHIESTI. Il Fondo per il rilancio delle attività economiche ha una dotazione complessiva di 200 milioni di euro, erogati sotto forma di ristori diretti alle imprese che svolgono attività di commercio al dettaglio e con un fatturato fino a 2 milioni di euro. Per avere diritto ai contributi, le attività commerciali devono aver avuto, nel 2019, ricavi non superiori a 2 milioni di euro e una riduzione del fatturato, nel 2021, pari almeno al 30% rispetto al 2019. Inoltre, devono avere sede legale o operativa in Italia, regolare iscrizione al Registro imprese della Camera di commercio e non devono risultare in liquidazione volontaria, procedure concorsuali o destinatarie di sanzioni interdittive.
SETTORI AMMESSI. Queste le attività che possono richiedere i contributi a fondo perduto: grandi magazzini, esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per telecomunicazioni, elettronica audio e video, elettrodomestici, empori e altri negozi non specializzati di prodotti non alimentari.
Per il comparto del commercio al dettaglio di carburante per autotrazione sono ammessi agli aiuti i distributori di carburanti incluso il gpl per auto, moto, imbarcazioni, aerei. Prodotti lubrificanti e antigelo per auto e punti vendita di carburante per autotrazione con stazione di servizio annessa.
In elenco anche i rivenditori di radio e televisori, audio e video, riproduttori e registratori cd e dvd, negozi di prodotti tessili in esercizi specializzati, ferramenta, vernici, vetro piano, materiali da costruzione in esercizi specializzati, tappeti, rivestimenti per pavimenti e pareti, negozi di elettrodomestici, mobili, articoli per l’illuminazione e articoli per casa.
ALTRI COMPARTI. Non ci sono solo i settori del commercio "classico". Potranno, infatti, beneficiare degli incentivi governativi anche librerie, edicole, cartolerie, negozi di registrazioni musicale, video e giocattoli, negozi di abbigliamento per adulti, bambini e neonati, biancheria, maglieria, camicie, pellicce, abbigliamento in pelle, cappelli, ombrelli, guanti e cravatte, calzature, accessori, articoli da pelletteria e da viaggio.
Per il settore della cosmesi, profumerie, articoli da toeletta, igiene personale, erboristerie. Inoltre, negozi di fiori, piante e piccoli animali domestici, orologerie, gioiellerie e argenterie, negozi di mobili per ufficio, ottica e fotografia, oggetti d’arte, artigianato, arredi sacri e articoli religiosi, articoli da regalo e per fumatori, bomboniere, bigiotteria e articoli per le belle arti.
Sono ammesse a contributo anche le attività che vendono articoli di seconda mano come libri, mobili, indumenti e oggetti usati, case d’asta al dettaglio, non online, oltre al commercio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e calzature, fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti, macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura, giardinaggio, profumi, cosmetici, saponi, detersivi, detergenti, chincaglieria e bigiotteria, arredamento da giardino, mobili, tappeti e stuoie, casalinghi, elettrodomestici, materiale elettrico, giochi, libri e musica. Infine, la vendita porta a porta ed i distributori automatici.
QUANTO SPETTA. Il ristoro, secondo quanto specificato dal Mise, viene calcolato applicando una determinata percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e quello del 2019.
Le aliquote prese in considerazione sono le seguenti: 60% per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 400mila euro; 50% per ricavi registrati nel 2019 che oscillano tra 400mila e 1 milione di euro d 40% per ricavi, sempre relativi all'annualità 2019, tra 1 e 2 milioni di euro.
Il ministero ha fornito anche tutte le indicazioni per la presentazione delle domande. I titolari delle attività avranno venti giorni di tempo per formulare la richiesta: si partirà il 4 maggio, dalle ore 12 e si andrà avanti fino al 24 maggio 2022.
Per accedere agli incentivi è necessario utilizzare esclusivamente il modello di domanda pubblicato online sul portale del Ministero, con invio dall’area riservata e utilizzando le credenziali di accesso. Sono necessari, per completare la procedura, anche i dati aggiornati sull’iscrizione al Registro delle imprese e una Pec.
Il Governo ha fatto sapere che non si tratta di un clic-day, pertanto non ci sarà la corsa alla presentazione delle richieste per l'incentivo: le domande, infatti, non sono accolte in base all’ordine cronologico di invio, ma è sufficiente che siano trasmesse nei termini indicati nel bando. Tutte le domande presentate validamente saranno ammesse.
Dopo le necessarie verifiche, il Mise pubblicherà il provvedimento di accoglimento cumulativo per tutti i beneficiari e provvederà al versamento dei contributi che saranno accreditati direttamente sull’Iban fornito al momento della presentazione della domanda. La quantificazione del contributo per ogni richiedente sarà definita in base al numero delle domande pervenute.