Commercio in crisi, il Comune: «La città sa reagire, 472 aperture»

26 Marzo 2024

L’assessore Cremonese: «Il Covid ha avuto un impatto drammatico, ma il saldo del 2023 è positivo» E le associazioni di categoria: «Vedere negozi che diventano garage è il fallimento della politica»

PESCARA. «Il saldo tra le chiusure delle attività commerciali nel 2023 e le nuove aperture o i subingressi (chi ha rilevato un’attività già esistente, ndc) è positivo». A rimarcarlo è l’assessore alle Attività produttive Alfredo Cremonese.
Se in totale secondo i dati pubblicati ieri dal Centro, le chiusure sono state 377, le nuove aperture sono state 472. «Pescara è una città viva, che riesce a rispondere in maniera dinamica a una crisi mondiale che ha falcidiato molte attività, a partire dai negozi di vicinato. Il Covid ha avuto un impatto drammatico sul commercio e sull’artigianato, lo stesso si dica dell’aumento impressionante dei costi dell’energia e d’altronde le tante chiusure sono sotto gli occhi di tutti. Ma i dati ci dicono che il tessuto economico pescarese ha le capacità di fronteggiare la crisi e anche di rigenerarsi», dice ancora Cremonese.
LE APERTURE Entrando nel dettaglio dei numeri messi a disposizione del Suap, a fronte di 194 chiusure del 2023, sono 158 i nuovi negozi di vicinato che hanno aperto nel 2023. 36 in meno rispetto alle saracinesche abbassate definitivamente. A portare il saldo in positivo sono le 27 strutture ricettive, in particolare bed and breakfast, che hanno aperto, contro le 7 chiuse. Vanno bene anche parrucchieri ed estetisti: 40 le nuove aperture contro 33 chiusure. La freccia va in alto per il commercio elettronico: 58 hanno aperto e 25 hanno chiuso. Quattro in più le botteghe alimentari. Bene anche bar e ristoranti: 64 erano state le chiusure e 105 le aperture.
ASSESSORE E SINDACO «Siamo da sempre vicini alle associazioni di categoria e, personalmente, ho portato tutti i temi legati alla crisi, ai tavoli regionali e anche ai tavoli nazionali», sottolinea ancora l’assessore. «Da parte nostra c’è la determinazione di sempre a sostenere il commercio», afferma il sindaco Carlo Masci, «nella consapevolezza che gli eventi degli ultimi anni hanno portato molti cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, a livello mondiale, e la crisi, purtroppo, non gioca a favore del settore. Ma Pescara, da questo punto di vista, saprà essere resiliente e pronta a nuove sfide».
ASSOCIAZIONI CATEGORIA Tutte d’accordo le associazioni di categoria per le quali le chiusure sono la diretta conseguenza di quanto accaduto dal Covid in poi. «Stiamo raccogliendo le macerie», sottolinea il presidente di Confcommercio Riccardo Padovano. «Vedere negozi che diventano garage è il fallimento della politica. Bandiamo subito i distretti commerciali, creiamo dei tavoli operativi tra associazioni di categoria, politica, condomini, per elaborare dei piani marketing per portare presenze costanti sul territorio: Pescara non può fare leva solo sui suoi residenti, ma deve essere attrattiva e avere infrastrutture competitive. Si lavori su porto, aeroporto e rete viaria».
Distretti commerciali anche secondo la Cna, che attraverso il direttore Luciano Di Lorito annuncia: «Nei prossimi giorni torneremo a proporre al governo regionale la creazione dei distretti urbani del commercio. Occorre mettere insieme uno schieramento che raccolga anche altri soggetti istituzionali: penso alla Camera di Commercio, che è la casa delle imprese, ma soprattutto al Comune che potrebbe prevedere forme originali di fiscalità di vantaggio sulla tassazione locale come forma di incentivo». Per Di Lorito dovrebbe essere messa al lavoro una «task force, aperta anche al sistema dei confidi per aiutare le imprese che intendono accedere al credito bancario, in grado di contrastare con efficacia i fenomeni di spopolamento delle attività di prossimità».
«Il commercio paga le spese del meccanismo dei consumi che varia e della scarsa elasticità di alcuni operatori di riconvertire le proprie aziende ai differenti bisogni», analizza Gianni Taucci, direttore di Confesercenti. «Poi c’è la questione dei costi fissi aumentati, i fitti, le materie prime e il personale. Il fatto che molti proprietari di immobili riconvertano i locali in garage la dice lunga sulla disponibilità di queste persone a mantenere viva la città. Su questo l’amministrazione dovrebbe riflettere sulla opportunità della riconversione automatica». Alla base delle tante chiusure, secondo il direttore di Confartigianato Fabrizio Vianale ci sono «le scelte operate da questa amministrazione sulla zona di piazza Muzii. Sono state messe in atto operazioni che hanno allontanato le persone dalla più grande zona attrattiva di Pescara, senza considerare tutto l’indotto. Ora occorre una politica di marketing per ridare al centro quella visibilità che ha sempre avuto come elemento di attrattività di Pescara».
©RIPRODUZIONE RISERVATA