Commercio, lavoratori in sciopero

7 Novembre 2015

Questa mattina a San Giovanni Teatino corteo e flash mob per il contratto

PESCARA. È il giorno dello sciopero nazionale e della manifestazione in piazza per i lavoratori del settore commercio, distribuzione e servizi che rivendicano il contratto collettivo nazionale, scaduto da oltre 22 mesi. In Abruzzo gli addetti dei centri commerciali si ritroveranno a San Giovanni Teatino per un corteo che si svolgerà nella zona dell’Ipercoop a partire dalle ore 10.30. Poi, alle ore 11.30, è previsto un flash mob dal titolo “fuori tutti”. Spesa a rischio, dunque, per molti cittadini. A spiegare i motivi della protesta sono Luca Ondifero, Leonardo Piccinno e Mario Miccoli, delle segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

«Nonostante siamo riusciti a rinnovare il contratto con la Confcommercio, le altre associazioni datoriali di categoria (Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti) non hanno ancora voluto procedere al rinnovo pur nelle loro diversità. Il loro filo comune è rappresentato da una politica di contenimento dei costi, in particolare quello del lavoro. Le associazioni datoriali», proseguono, mirano a «indebolire il lavoro nel suo complesso, a ridurre i diritti, a contenere i salari, a sfruttare ogni forma di flessibilità, anche oltre quelle previste dalla contrattazione, per rendere il lavoratore a loro uso e consumo». Si rende necessario, per i sindacati, «un cambio di passo repentino e una celere sottoscrizione del contratto».

Risponde la Confesercenti di Pescara e Chieti, nelle persone dei presidenti, Raffaele Fava e Franco Menna. «I volumi d’affari e le possibilità della grande distribuzione sono ben diversi da quelli del commercio al dettaglio», dicono, «e per un piccolo negozio pagare oltre mille euro l’anno in più per ogni dipendente, come accettato da altre organizzazioni datoriali, è davvero complicato, in questa fase. Non abbiamo capito la fuga in avanti di altre organizzazioni, a causa della quale molte piccole aziende saranno costrette ad un aumento improvviso del costo del lavoro. La Confesercenti, dal canto suo, ha proposto l’erogazione dell’aumento salariale con modalità e tempistiche che tengano conto della difficile crisi».

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