Commercio, lo sciopero del 22 mette a rischio shopping e cene

I lavoratori del settore in assemblea a Pescara insieme ai tre sindacati confederali di categoria Gli interessati al rinnovo dei contratti sono 120mila in regione, in molti manifesteranno a Roma
PESCARA. Hanno scelto una data emblematica: il 22 dicembre, alla vigilia del Natale. Nelle ore in cui scatta la corsa agli ultimi acquisti da mettere sotto l'albero, i lavoratori del commercio e del turismo incroceranno le braccia. Con il risultato di possibili disservizi negli hotel e nei ristoranti e della chiusura di alcuni esercizi commerciali, a causa della mancanza di personale. La più grande mobilitazione di settore di tutti i tempi: così l'hanno definita Filcams Cgil, Fisascat Cisl Abruzzo e Molise e Uiltucs Abruzzo che ieri hanno tenuto all'auditorium Petruzzi, a Pescara, una partecipata assemblea con i lavoratori, in vista della manifestazione che si terrà a Roma.
Alla base della protesta il mancato rinnovo dei contratti collettivi nazionali, scaduti tra il 2018 e il 2019. I lavoratori dei settori commercio e turismo sono, in Abruzzo, circa 120mila, un terzo della forza lavoro. Ma si tratta, evidenziano i sindacati, di «lavoro povero, a causa del mancato adeguamento dei salari agli alti indici di inflazione». Stipendi bassi, a fronte di part-time talvolta non concordati e massima disponibilità sui turni.
TUTTI IN PIAZZA.
Una cosa è certa: i turisti che arriveranno in Abruzzo per il Natale rischiano, almeno per un giorno, di trovare un numero insufficiente di cuochi e camerieri. Chi, invece, è solito acquistare all'ultimo momento i doni natalizi dovrà giocare d'anticipo: il 22 dicembre, a causa dello sciopero nazionale del commercio, i negozi potrebbero essere chiusi o a mezzo servizio. Le modalità di adesione allo sciopero nazionale sono state decise nell'assemblea intersettoriale unitaria indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Abruzzo. Sul piano nazionale la mobilitazione coinvolgerà oltre 6 milioni i lavoratori, su un totale di circa 18 milioni: più di 3 milioni nel commercio e nel terziario, un milione e mezzo solo nel turismo e più di un milione nella ristorazione collettiva.
«Tutti i contratti collettivi di settore sono scaduti da diversi anni e le trattative non hanno portato, fino ad oggi, nessun risultato», ha dichiarato Lucio Cipollini, coordinatore Filcams Cgil Abruzzo Molise, «si tratta di settori caratterizzati da lavoro povero, dal ricorso indiscriminato al part-time involontario, stabilito unilateralmente dai datori di lavoro. Ambiti in cui i lavoratori sono stati resi sempre più fragili economicamente dal mancato adeguamento degli stipendi al costo della vita. A fronte di questo, le imprese, in particolare i grandi gruppi del commercio e le catene turistiche, hanno registrato negli ultimi anni incrementi importanti del fatturato e dei guadagni».
LE RIVENDICAZIONI.
L’assemblea intersettoriale unitaria, con le delegate e i delegati di settore è servita anche a fare il punto sull'adesione dei lavoratori allo sciopero e alla manifestazione che si terrà a Roma. Centinaia i lavoratori del terziario che partiranno dall'Abruzzo alla volta della Capitale.
«Si tratta di settori in cui, negli ultimi anni, i lavoratori hanno subìto forti riduzioni di salario per la crisi economica che si è sommata alla pandemia», sostiene Cipollini, «ma dalle imprese non c'è alcuna disponibilità nei confronti dei lavoratori. L'unica apertura delle associazioni dei datori di lavori è stata la proposta di scambiare il salario con diritti già acquisiti: ritoccare l'anzianità, le 14esime e i permessi». Lo sciopero del 22 dicembre, a ridosso del Natale, rischia di dare un duro colpo ai titolari degli esercizi commerciali, nel momento del picco delle vendite.
«Un segnale forte», conclude Cipollini, «la scelta del venerdì non è per allungare il week end dato che, in questi settori, si lavora sia il sabato che la domenica ma perché possono aderire anche i lavori dei settori amministrativi, della ristorazione e delle mense».
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