«Commissariate da 22 anni Le Naiadi sono a rischio»

24 Giugno 2014

Il liquidatore del complesso sportivo fa ricorso al Tar contro la Regione: «L’Azienda di soggiorno va sciolta, altrimenti impianto senza manutenzione»

PESCARA. «Nessuno si vuole occupare delle Naiadi: il complesso ha bisogno di una manutenzione che spetta alla Regione senza la quale l’impianto sportivo rischia di tornare agli anni bui». Daventidue anni Giuseppe Farchione è il commissario liquidatore dell’Azienda di soggiorno di Pescara, l’ente subregionale proprietario delle Naiadi di cui è diventato una sorta di “prigioniero” nonostante le decennali richieste a vari governi regionali di sciogliere l’ente: l’unica Azienda di soggiorno abruzzese rimasta ancora in piedi. Farchione, commercialista, è passato alle vie legali depositando da poco un ricorso al Tar contro la Regione e in cui chiede al tribunale amministrativo di sciogliere l’Azienda di soggiorno e liberarlo così da un compito che ha terminato. L’udienza deve essere ancora fissata ma nel frattempo, come racconta il commissario liquidatore, le Naiadi si trovano in «un limbo, in un vuoto amministrativo in cui se ad esempio io devo fare un raccomandata devo provvedere di tasca mia. Qual è la soluzione?», si domanda Farchione: «O qualcuno si assume la responsabilità o le Naiadi rischiano».

«1992, dissesto da 35 miliardi di lire». Farchione è probabilmente il commissario liquidatore più longevo d’Abruzzo, da quando ha iniziato a lavorare ventidue anni fa per l’impianto sportivo che all’epoca era al collasso con 35 miliardi di lire di debito. Nel 1992, sulla scrivania, il commercialista trovò 180 contenziosi, 22 persone prive di una sede fisica, procedimenti penali e alla Corte dei conti a cui ha posto rimedio portando il bilancio, ventidue anni dopo, a un attivo di 40 mila euro. Eppure nonostante l’impianto sportivo sia stato rimesso a nuovo in occasione dei Giochi del Mediterraneo, sotto la facciata c’è un complesso da curare: «Le tubature e la rete fognaria hanno quarant’anni e gli impianti tecnologici per le piscine risalgono a 30 anni fa. E’ questa la manutenzione straordinaria e ordinaria di cui dovrebbe occuparsi la Regione sciogliendo prima l’Azienda di soggiorno e poi limitandosi a un controllo». Gli enti turistici regionali, secondo la legge, sono stati sciolti intorno al 2000 e a restare in piedi è stato solo quello che si occupa delle Naiadi: la piscina dei trionfi inaugurata nel 1968 che ha ospitato l’epoca d’oro della pallanuoto pescarese.

Ricorso al Tar per sciogliere l’ente. «Ma il mio incarico legato principalmente al risanamento finanziario e patrimoniale è terminato», dice Farchione che ha iniziato a sollecitare la Regione prima informalmente nel 2003 e poi formalmente dal 2009 fin quando, nel novembre 2013, la giunta regionale ha adottato il primo atto propedeutico allo scioglimento dell’ente, ovvero la delibera che approvava il conto finale della liquidazione. Ma non è stato ancora adottato il decreto di scioglimento dell’ente che avrebbe suggellato il passaggio della Naiadi alla Regione e, così, sfinito dalla situazione di stallo il commissario liquidatore si è rivolto al Tar. Se la situazione non si sblocca quali sono le conseguenze per Le Naiadi? Per il commissario, che ricorda anche di essersi tagliato lo stipendio negli ultimi cinque anni, «se qualcuno non si assume la responsabilità di risolvere questo problema i cui responsabili sono i dirigenti pro tempore del turismo e dello sport, le Naiadi rischiano di tornare nel degrado».

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