Commissione d’inchiesta sui debiti del Comune

Un gruppo di consiglieri indagherà sui conti in rosso dell’amministrazione M5S e opposizione: vogliamo trovare i responsabili del buco da 65 milioni
MONTESILVANO. Una commissione d’inchiesta farà luce per un anno sui conti e sui debiti del Comune di Montesilvano. A stabilirlo, ieri mattina, è stato il consiglio comunale che ha approvato all’unanimità una proposta dei consiglieri del Movimento 5 Stelle Manuel Anelli, Paola Ballarini e Gabriele Straccini, e sottoscritta anche dagli esponenti di Rievoluzione Manola Musa e Anthony Aliano, dai rappresentanti del Pd Feliciano D’Ignazio e Pietro Gabriele, e dal consigliere di Montesilvano Democratica Paolo Rossi. L’iniziativa è stata condivisa da tutti i consiglieri presenti che si sono detti pronti ad accertare eventuali errori di gestione che, nel corso degli anni, hanno portato l’ente sulla soglia del dissesto finanziario.
Nel documento approdato in consiglio, infatti, si evidenzia come durante l’esame del bilancio consuntivo 2014 «sono emerse preoccupanti notizie sul possibile disavanzo che vi sarà a seguito del venturo riaccertamento straordinario dei residui», così come «durante numerose commissioni Bilancio e Garanzia è stato trattato l’annoso e spinoso argomento dei crediti di dubbia esigibilità che abbiamo iscritto a bilancio e nei bilanci precedenti». Se, infatti, da un lato il bilancio consuntivo 2014 già approvato nei giorni scorsi ha fotografato un avanzo di amministrazione pari a circa 7 milioni di euro, in realtà l’ente non naviga affatto in buone acque: la positività del rendiconto, infatti, è determinata da circa 34 milioni di euro di crediti ancora da esigere, di cui 25 di crediti tributari e sui quali non vi è alcuna certezza d’incasso.
A descrivere più volte la difficoltosa situazione delle casse dell’ente, del resto, sono stati anche il sindaco Francesco Maragno e l’assessore al Bilancio Caterina Verrigni parlando di 65 milioni di euro di debiti. Per queste ragioni, il M5S ha proposto di istituire una commissione d’inchiesta per verificare «se si siano verificati comportamenti omissivi o superficiali» si legge ancora nel documento «e comunque non rispondenti alle clausole convenzionali, anche per valutare che non si siano concretizzati comportamenti che ledono i principi di buona amministrazione, parità di trattamento e lealtà». Entro 7 giorni dall’approvazione della delibera, dunque, il presidente del consiglio comunale avrà il compito di convocare la prima riunione della commissione che sarà composta proporzionalmente dai vari esponenti dei gruppi consiliari, proprio come una qualsiasi commissione, e che eleggerà a maggioranza il proprio presidente. A differenza delle altre commissioni, tuttavia, avrà una durata di 12 mesi, salvo proroghe, e non prevede gettoni di presenza. Infine, così come sancito nello statuto comunale, «è fatto obbligo a tutti gli uffici del Comune, nonché agli enti e istituti da esso dipendenti, o comunque, a partecipazione comunale, di fornire alla commissione d’inchiesta tutti i dati, i documenti e le informazioni richieste senza opposizione di alcun vincolo». I consiglieri agiranno inquirenti analizzando documenti e sviscerando numeri relativi alle ultime legislature a caccia di eventuali errori di gestione con l’obiettivo di capire se la disastrosa situazione delle casse poteva essere evitata.
Intanto, a partire da ieri, il Comune ha visto aumentare i propri debiti passivi di 12 milioni di euro grazie all’approvazione di una delibera volta a rinegoziare i piani di ammortamento di 171 mutui contratti la Cassa Depositi e Prestiti.
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