Comportamenti e obblighi Ecco gli ultimi chiarimenti

Ogni valutazione sull’efficacia è rimandata all’ultima settimana di marzo
PESCARA. Mentre anche il resto del mondo, dopo averci guardato per giorni con un misto di preoccupazione e incredulità, piano piano inizia a prendere coscienza del fatto che il coronavirus non conosce frontiere e che bisogna prendere dei provvedimenti seri, in tutt Italia continua la serrata imposta dal decreto “Io resto a casa”.
Di giorno in giorno, si tenta di fare sempre più chiarezza sui punti del provvedimento che restano ancora equivocabili, con la diffusione di ulteriori precisazioni e comunicazioni da parte del governo. Di seguito, gli ultimi aggiornamenti.
ATTIVITÀ COMMERCIALI
Sono sospese tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per quelle di vendita di generi alimentari e di prima necessità (vedere l’elenco completo nell’infografico in alto).
Il provvedimento ha valore sia per i piccoli negozi di quartiere che per la media e grande distribuzione, anche se compresi all’interno dei centri commerciali. Nei centri commerciali, infatti, deve essere consentito ai clienti l’accesso solo ai negozi di generi alimentari e non a tutti gli altri.
Restano chiusi, invece, tutti i mercati che vendono generi diversi dagli alimentari. Rimangono aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie, le pompe di benzina. Possono continuare la loro attività lavorativa anche gli idraulici e i meccanici.
RISTORAZIONE
Il decreto del governo dispone la sospensione di tutte le attività relative alla ristorazione: possono continuare ad operare solamente le mense e il catering continuativo su base contrattuale. I ristoratori possono organizzare però servizi di consegna a domicilio, nel pieno rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie di confezionamento e di trasporto.
Rimangono aperti i bar e i ristoranti posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante che si trovano lungo la rete stradale e autostradale, quelle nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e nei porti, le mense e i bar degli ospedali.
In ogni caso, nei locali deve essere sempre garantita la distanza minima di sicurezza di almeno un metro tra una persona e l’altra.
SERVIZI ALLA PERSONA
Chiusi i centri estetici, i negozi dei parrucchieri e dei barbieri, gli studi dei tatuatori. Aperte le lavanderie, anche industriali e le tintorie. Attivi (sempre nel rispetto della distanza di sicurezza) i servizi bancari, finanziari, assicurativi e postali.
Funzionanti le attività del settore agricolo e zootecnico di trasformazione agroalimentare, comprese le filiere che forniscono loro beni e servizi.
TRASPORTO PUBBLICO
Il decreto lascia al Presidente della Regione la possibilità di programmare il servizio di trasporto pubblico locale, anche non di linea, in base alle effettive esigenze. Le corse potranno essere ridotte o soppresse in base alle reali necessità dei cittadini. Saranno assicurati i servizi minimi essenziali.
GLI SPOSTAMENTI
Bisogna evitare ogni spostamento dalla propria abitazione che non sia fatto per validi e comprovati motivi, anche se si resta all’interno del proprio comune.
Chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus ha il divieto assoluto di muoversi da casa. Si raccomanda di non uscire anche a chi ha qualche sintomo da infezione respiratoria e una febbre superiore a 37,5 gradi: costoro devono rivolgersi al proprio medico e limitare al massimo il contatto con le altre persone.
Per tutti gli altri, costituiscono validi motivi di spostamento solamente le esigenze lavorative, quelle di salute oppure quelle di necessità, da comprovare con l’autocertificazione. Il modulo si può anche compilare sul momento, in caso di controllo da parte delle forze dell'ordine.
Sono considerate situazioni di necessità l’acquisto dei generi alimentari, la gestione quotidiana degli animali domestici da compagnia, le attività sportive all'aperto: in ogni caso va rispettata la distanza di almeno un metro dalle altre persone.
LE SANZIONI
L’inosservanza delle misure adottate dalla normativa emergenziale in questione da parte di gestori di pubblici esercizi o di attività commerciali è sanzionata con la chiusura dell'esercizio o dell'attività fino a 30 giorni.
Se, dopo la verifica, le autorità dovessero accertare una falsa dichiarazione sul modulo di autocertificazione, il fatto costituirà reato. Per chi violerà le norme sarà prevista una sanzione per inosservanza di un provvedimento di un’autorità, punita con l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro.
Nei casi più gravi, l’accusa potrà essere di delitti colposo contro la salute pubblica, sanzionabile con pene da sei mesi a dodici anni di reclusione.
LA DURATA
DEL PROVVEDIMENTO
Le misure più rigide sono state comunicate dal presidente del Consiglio, Conte, l’11 marzo. Considerato che il tempo di incubazione della Covid-19 arriva fino a tre settimane, possiamo presumere che le valutazioni sugli effetti della nuova stretta si potranno fare intorno all’ultima settimana di marzo.
Nel frattempo, continuiamo a rispettare le regole, salvaguardando le persone più a rischio, come gli anziani sopra i 70 anni e coloro che soffrono di altre patologie.
Il consiglio degli esperti è di farli restare a casa il più possibile: ogni uscita comporta un nuovo pericolo di contagio. È consigliabile mantenere sempre da loro, ove possibile la distanza di un metro, evitando abbracci e contatti. Lavarsi sempre bene le mani prima di andare da loro e disinfettare le superfici possono aiutare.
L’autoisolamento resta una delle pratiche più efficaci per ridurre il rischio di ulteriori contagi.
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