Comune, a rischio i fondi per i progetti della città

23 Marzo 2021

Francavilla. D’Amario (FI) dà l’allarme: «Saltati 13 milioni per errori degli uffici» Il sindaco Luciani avvia un’indagine interna: ripresenteremo tutte le domande

FRANCAVILLA. «L'inefficienza dell'amministrazione è costata a Francavilla 13 milioni di euro». A sollevare il caso è il consigliere di Forza Italia Daniele D'Amario, che durante l'ultimo consiglio comunale ha parlato di due progetti governativi da cui la città è stata esclusa. «Faccio riferimento sia al decreto ministeriale con cui l'ex ministro Matteo Salvini ha messo a disposizione 3,5 miliardi di euro, sia alla finanziaria per gli anni 2021 e 2022. In entrambi i casi Francavilla si è fatta avanti: sono stati presentati cinque progetti da 1 milione ciascuno per le acque bianche a nord, centro e sud, uno per il dissesto idrogeologico di Villanesi e l'ultimo per l'intervento sul fosso Foro Morto. Nel Chietino su 99 comuni che hanno presentato domanda, 90 hanno ottenuto il finanziamento. Francavilla no. Tutto questo a causa di errori formali da parte degli uffici comunali».
E va avanti: «Lo stesso è accaduto per le cifre stanziante nella finanziaria: la nostra città poteva ottenere circa 8 milioni di euro per intervenire sul fiume Alento, al fine di rimuovere il rischio di dissesto idrogeologico. Avrebbe potuto ottenere il finanziamento del progetto e in seguito quello dell'opera. Anche qui, purtroppo, l'inefficienza degli uffici comunali ha fatto cestinare la domanda».
Quindi conclude: «È paradossale come prima l'amministrazione si faccia bella con video e spot promozionali per denunciare situazioni di pericolo e annunciare lavori e poi non riesca a mettere le mani su fondi che sarebbero stati preziosissimi».
Durante la seduta di consiglio, il sindaco Antonio Luciani ha assicurato un'indagine interna, che ieri ha prodotto un risultato, come spiega lo stesso primo cittadino: «I dirigenti mi hanno fornito le risposte che cercavo. Innanzitutto le cifre di questi finanziamenti sono inferiori rispetto a quelle paventate dal consigliere D'Amario e non corrisponde al vero dire che la quasi totalità dei richiedenti è stata soddisfatta. Ha ragione invece quando dice che l'esclusione è stata determinata da alcuni vizi formali: in un caso è mancato l'aggiornamento della banca dati interna all'amministrazione, mentre nell'altro c'è stato un problema con la firma elettronica del dirigente. Tuttavia, vorrei ricordare a D'Amario che le questioni relative al fiume Alento rientrano tra le competenze regionali, di cui lui è componente della giunta». E conclude: «Non si tratta di un'occasione persa: ci sono ancora i termini per poter recuperare e lo faremo».
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