Comune, insulti e spintoni tra Sospiri e Ranieri

Il consigliere del Pdl inveisce contro il collega di Fli durante il consiglio Violento scontro anche tra Acerbo e Antonelli, Dogali litiga con Mascia

PESCARA. Insulti, improperi, spintoni. Ieri mattina, durante la seduta del consiglio comunale dedicata all’esame dell’accordo di programma dell’ex Cofa, si è sfiorata una rissa. In una pausa dei lavori, c’è stata prima una violenta lite tra l’assessore Antonelli e Acerbo (Prc). Poi, un’aggressione di Sospiri (Pdl) nei confronti di Ranieri (Fli), che ha portato gli esponenti di Fli e l’indipendente Di Nisio a lasciare l’aula in segno di protesta. Che dovesse essere una seduta infuocata lo si sapeva da tempo, soprattutto per gli argomenti all’ordine del giorno: l’accordo di programma per la riqualificazione dell’ex Cofa e la reintegra nel patrimonio comunale delle aree adibite ad usi civici sul lungomare di Porta Nuova. Ma nessuno si aspettava che si arrivasse addirittura allo scontro con Ranieri che ora minaccia querele.

Tutto è accaduto intorno alle 10,40, quando il presidente del consiglio comunale Roberto De Camillis ha deciso di sospendere i lavori del consiglio per consentire all’assessore all’urbanistica Marcello Antonelli di esaminare la richiesta del Pd e Rifondazione di anticipare la discussione della delibera sugli usi civici. I consiglieri di maggioranza e opposizione hanno lasciato l’aula per riunirsi nella sala giunta. E lì è scoppiato un putiferio. Il rifiuto di Antonelli di anticipare la delibera, ha mandato su tutte le furie Maurizio Acerbo. L’esponente di Rifondazione ha usato parole pesanti contro l’assessore, il quale ha reagito: «Mi stai dando del disonesto, non ti permettere mai più».

In quel momento è intervenuto Renato Ranieri, invitando Antonelli a calmarsi. La cosa non è piaciuta affatto a Lorenzo Sospiri. «Smettila di fare il falso amico di Antonelli», avrebbe detto l’esponente del Pdl a Ranieri, accusandolo di essere un traditore. L’aggressione verbale si sarebbe poi trasformata in uno scontro fisico, con Ranieri che ha rivelato di essere stato spintonato. Il duro scontro è proseguito nell’aula, nei corridoi e di nuovo in sala giunta. All’origine di questa lite c’è il cambio di casacca di Ranieri, passato dal Pdl a Fli, più di un mese fa. Sospiri, oltre a dover digerire questa scelta, non ha sopportato il fatto che il consigliere di Futuro e libertà non ha ancora lasciato la presidenza della commissione Finanze. Presidenza assegnata all’inizio della consiliatura proproprio per la sua appartenenza al Pdl.

Quando è ripresa la seduta, Ranieri ha chiesto la parola per annunciare la decisione di abbandonare l’aula per quanto accaduto. «Non tornerò fino a quando non mi sentirò tranquillo nell’esercizio delle mie funzioni», ha affermato. Lo hanno seguito a ruota il capogruppo di Fli Massimiliano Pignoli e il consigliere indipendente Fausto Di Nisio. «Ho assistito a quello che è accaduto», ha fatto presente Pignoli, «e chiedo al presidente di intervenire prendendo provvedimenti seri. L’aggressione non solo verbale da parte di Sospiri nei confronti del nostro consigliere Ranieri, avvenuta dinanzi a testimoni, è stata davvero vergognosa». «Il diverbio è poi proseguito nell’aula», ha rivelato Di Nisio, «invito tutti i colleghi a lasciare il consiglio per protesta».

Sospiri si è difeso fornendo la sua versione dei fatti. «Non c’è stata nessuna aggressione», ha avvertito, «ma solo una discussione politica forte. Erano presenti in quel momento diverse persone e le telecamere di Rai 3 Abruzzo e possono testimoniare che non è accaduto nulla, al di là di confronto dialettico forte». Successivamente, in un comunicato, lo stesso Sospiri e il capogruppo del Pdl Armando Foschi se la sono presa con «la critica politica che ha oggi superato i limiti e la discussione sugli usi civici si è tradotta in 30 minuti di insulti e improperi contro Antonelli». Durante la seduta si è anche registrato uno scontro tra Dogali e Mascia. Il capogruppo dell’Udc, ripreso dal sindaco perché non ascoltava il suo intervento, è sbottato urlando: «Ho un patto con lei e lo rispetto, ma non ho simpatia nei suoi confronti».

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