Comune, la fattura elettronica elimina 16mila certificati l’anno

1 Aprile 2015

Partenza soft per il nuovo sistema di pagamento: zero le richieste on line arrivate ieri in municipio Ridotto a un terzo il personale addetto. Ma la Cna avverte: «Rischio costi elevati per alcune imprese»

PESCARA. In Comune, la fatturazione elettronica è partita in sordina. Ieri, è entrato in vigore il nuovo sistema di pagamento per la pubblica amministrazione, ma in municipionon è arrivata nemmeno una richiesta. Eppure, tutto era pronto per ricevere i primi documenti formato on line che sostituiscono le fatture cartacee. L’amministrazione ha acquistato un software speciale, pagandolo circa 5mila euro, per poter ricevere le fatture in formato elettronico dai creditori, ossia imprese e titolari di partita Iva che cedono beni o prestano servizi nei confronti dell’ente.

Il nuovo sistema è stato accolto favorevolmente dal Comune e anche dalle varie associazioni di categoria. Qualche dubbio è stato espresso sui costi applicati dalle varie software house. «La fatturazione elettronica», spiegano i tecnici dell’ente, «ci consentirà di mandare in pensione 16mila certificati cartacei l’anno, che moltiplicati per dieci anni, cioè il periodo minimo di conservazione delle fatture negli archivi, si arriva a 160mila documenti».

Un’enormità. L’ente è stato costretto in passato ad allestire una stanza accanto alla Ragioneria generale per poter conservare tutti questi certificati cartacei. Ma non è l’unico vantaggio che i tecnici comunali ci tengono a sottolineare. Il nuovo sistema di pagamento è indubbiamente più sicuro, perché eviterà il rischio che vadano perse alcune fatture cartacee. Un altro fattore che il Comune di Pescara giudica positivamente è il minor lavoro richiesto dalla fatturazione elettronica. Fino a ieri, per ricevere le fatture, esaminarle, inviarle in Ragioneria per effettuare i pagamenti e poi archiviarle ci volevano nove dipendenti. Oggi con i certicati on line ne bastano tre, ossia due impiegati, più il responsabile del settore.

Un altro dubbio, tuttavia, sorge sul coordinamento tra l’Agenzia delle entrate e i vari enti, tra cui quello di Pescara. Il sistema di interscambio, chiamato Sdi, cioè il sistema informatico di supporto al processo di ricezione e successivo inoltro delle fatture elettroniche alle amministrazioni destinatarie, viene gestito dall’Agenzia delle entrate. In pratica, quest’ultima riceve le fatture dalle imprese e poi le smista ai vari enti destinatari. Questo sistema piuttosto complicato potrebbe incepparsi con le numerose richieste di pagamenti che giungeranno all’Agenzia delle entrate. Ed è ciò che il Comune teme possa essere accaduto ieri, visto che non è arrivata nemmeno una richiesta di pagamento. «O il sistema dell’Agenzia delle entrate si è intasato per le tante fatture inviate», hanno ipotizzato i tecnici dell’ente, «oppure, le imprese hanno avuto qualche problema nel trasmettere le fatture in via elettronica». Sta di fatto che anche le associazioni di categoria si erano preparate da tempo per l’avvio del nuovo sistema di pagamento. «Noi eravamo pronti da sei mesi», ha fatto presente il direttore della Cna Carmine Salce, «lo stesso ha fatto la Camera di commercio». Il dirigente della Confederazione degli artigiani si è detto favorevole a questo nuovo sistema, ma ha espresso qualche dubbio sui costi. «Le imprese che emettono più di 24 fatture all’anno», ha spiegato, «devono pagare 10-15 euro alle software house per ogni fattura in più oltre questo limite. Un sistema che penalizzerà le imprese che vendono tanto».

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