Con Di Stefano (gruppo misto) si allarga il fronte del No

27 Ottobre 2017

MONTESILVANO. Si allarga il fronte del no a Montesilvano sul progetto di fusione dei tre Comuni nella Nuova Pescara. Dopo la contrarietà espressa da tutte le anime del centrodestra che governa la...

MONTESILVANO. Si allarga il fronte del no a Montesilvano sul progetto di fusione dei tre Comuni nella Nuova Pescara. Dopo la contrarietà espressa da tutte le anime del centrodestra che governa la città, anche il rappresentante del gruppo misto, Gabriele Di Stefano, ribadisce di voler lavorare «per una “grande Montesilvano” e non per una Montesilvano che si trovi a essere una nuova “periferia di Pescara”».
Di Stefano spiega il suo no nel metodo utilizzato per la consultazione referendaria ma anche nel merito del progetto: «I cittadini», dice, «sono stati consultati all’interno di una tornata elettorale che comprendeva Regione, Comuni ed Europa, quindi non hanno potuto contare sugli approfondimenti che erano necessari per dare un voto informato. Voto informato che invece sarebbe stato garantito da una campagna elettorale referendaria dedicata a questo specifico progetto». Quanto al merito, il consigliere del gruppo misto osserva che «la creazione di un nuovo soggetto amministrativo come Grande Pescara nulla aggiunge agli strumenti di cooperazione già disponibili tra Comuni in materie importanti, che vanno oltre i confini territoriali: trasporto pubblico, gestione rifiuti, piani del traffico e viabilità. Sbandierare 45 milioni di euro come presunti finanziamenti persi» chiosa Di Stefano, «non è del resto corretto, giacché i finanziamenti possono e devono arrivare solo sulla base di progetti concreti e di vero interesse pubblico; pieno è il nostro territorio di opere di dubbia utilità, incomplete o realizzate nell’interesse dei soliti noti. Infine, sui risparmi nei costi della politica, l’esperienza ci insegna che la rinuncia immediata a qualche seggio elettivo viene ben presto compensata da nuovi e ulteriori enti e organismi, vedi l’esempio lampante delle città metropolitane che hanno sostituito le vecchie Province.
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