Con il freddo il cibo è al sicuro

A metà Ottocento i primi frigoriferi, e nel 1918 parte la produzione in serie
PESCARA. L'impiego del freddo è fondamentale per rallentare l’alterazione dei cibi e favorire la conservazione alimentare. Da secoli questa pratica viene seguira attraverso ghiacciaie sotterranee caricate durante l'inverno con neve e ghiaccio.
Bisogna arrivare al XIX secolo per trovare le prime macchine frigorifere. Il primo brevetto è del 6 maggio 1851 e lo firma lo statunitense John Gorrie, ma ha il difetto di perdere il gas utilizzato per la refrigerazione. Successivi perfezionamenti furono apportati dal tedesco Windhausen, dall'inglese Reece e dal francese Charles Tellier. Questi ultimi realizzarono un “ciclo chiuso” di refrigerazione con recupero del gas evaporato. A Tellier si deve anche la realizzazione del primo impianto frigorifero su un piroscafo, che nel 1876 trasportò in Francia un carico di carne precedentemente macellata in Argentina, dopo un viaggio di 105 giorni.
La tecnica venne poi applicata ai vagoni ferroviari, come nel caso del treno intercontinentale che partiva dalla California. Sul piano alimentare tutto questo significò il superamento delle tecniche tradizionali di conservazione (per salagione, per essiccazione, ecc.) la cui comune caratteristica era quella di alterare le qualità nutrizionali e organolettiche degli alimenti.
Il primo frigorifero domestico è stato costruito nel 1913. Era un armadio del freddo alimentato a ghiaccio (prodotto altrove nelle classiche fabbriche del ghiaccio). Lo statunitense Alfred Mellowes è il primo che realizza nel 1915 frigoriferi analoghi a quelli moderni, ossia dotati di un compressore che produce il freddo localmente e autonomamente. Tre anni dopo la General Motors acquisisce il brevetto e inaugura una produzione in serie col marchio Frigidaire. Dal 1931 il gas utilizzato come refrigeratore, l'ammoniaca, venne sostituita da una miscela di clorofluorocarburi più nota col nome commerciale di freon. Dal 1990 il freon è proibito per uso frigorifero a causa del suo effetto responsabili del buco dell'ozono atmosferico; attualmente è diffuso l'isobutano che ha un difetto: è molto infiammabile. Come si è visto nella tragedia della torre di Londra il mese scorso.

