«Con la Nuova Pescara risparmieremo»

17 Ottobre 2017

Adiconsum per la fusione: «Procedure più snelle e abbattimento dei costi che in fin dei conti pagano i cittadini con le tasse»

PESCARA. A favore della Nuova Pescara si è schierata fin dalla prima gestazione della fusione in un unico Comune di Pescara, Montesilvano e Spoltore – poi promossa da un referendum – l’Adiconsum.
L’Associazione difesa dei consumatori vi ha subito visto un vantaggio per i cittadini, quei cittadini che spesso si trova a sostenere nelle battaglie contro l’ottusità dispendiosa della burocrazia e le ingiustizie – sempre costose – che troppo spesso porta con sè. «Mettendo insieme i tre Comuni ottimizziamo il trasporto scolastico, la raccolta dei rifiuti, la protezione civile... Di certo abbasserà i costi per i cittadini», osserva infatti Alberto Corraro, responsabile regionale dell’Adiconsum.
«Il progetto di Unione fra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, risolto il problema della “sindrome di assorbimento”, deve portare in primo luogo al riordino territoriale, per facilitare la vita delle popolazioni locali attraverso la gestione associata dei servizi pubblici: raccolta rifiuti, trasporti, sicurezza, assistenza sociale...», ribadisce.
Corraro si dice convinto del vantaggio immediato in termini di risparmio che i cittadini percepiranno. In primis sulle imposte. «L’esercizio congiunto delle funzioni, sottratte queste ultime alla titolarità diretta del Comune per essere trasferite in capo all’Unione stessa», osserva, «dovrebbe dare un forte impulso all’abbattimento dei costi che in fin dei conti pagano i cittadini con le tasse. La crisi economica ci spinge a unire le forze per razionalizzare la spesa, ottimizzare il funzionamento istituzionale, abbattere i costi snellendo la burocrazia, rendere più efficiente l’amministrazione, quindi si tratta di un vero e proprio riordino territoriale».
La cosa buona poi, secondo l’Adiconsum, è che non si tratta «di un riordino imposto dall’alto, ma scelto e condiviso dai cittadini che hanno votato attraverso il referendum», rimarca Corraro, «agevolando quindi lo sviluppo volontario di forme d’integrazione fra amministrazioni comunali».
Insomma, la creazione della Nuova Pescara in definitiva, può contribuire al raggiungimento «di un necessario riordino istituzionale e per avere benefici in termini di razionalizzazione della pubblica amministrazione».
Benefici non da poco, sottolinea Corraro: «Servizi più efficienti e meno costosi; risparmi utili a ridurre le imposte locali; il taglio delle troppe poltrone a disposizione della politica (perché accorpare Comuni comporta meno posti da consigliere, da assessore, da sindaco, da dirigente e simili); il favorire un sistema di competitività del territorio, che in molte casi ormai è inesistente o totalmente marcio».
Ma perché i pro, e anche i contro, derivanti dall’unione bisogna che i cittadini dei tre comuni vengano coinvolti «oltre il voto referendario»: «Nei prossimi mesi», sostiene Corraro. « i partiti politici promuovano momenti di incontro con la popolazione delle tre città, per evidenziare quanto possa essere utile e conveniente mettersi insieme, unirsi, anche di là dei benefici economici».
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