Concessioni all’asta, parte il salvataggio

14 Maggio 2023

Il governo dà il via alla mappatura delle spiagge: servirà per dimostrare che c’è ancora molto spazio libero disponibile

PESCARA. Il governo Meloni ha finalmente istituito il tavolo tecnico per la riforma delle concessioni balneari, nominando il capo dipartimento della presidenza del consiglio Elisa Grande come coordinatrice generale dei lavori e l’ex senatore Paolo Ripamonti (Lega) come responsabile della mappatura. È il passo decisivo per evitare la vendita all’asta delle concessioni balneari, come ci impone l’Europa per garantire il principio della concorrenza.
L’OBIETTIVO.
Il tavolo, previsto dall’ultimo decreto milleproroghe, avrà il compito di convocare tutti i ministeri competenti, le Regioni e le associazioni di categoria per definire le modalità di riassegnazione delle concessioni, in scadenza il 31 dicembre 2024. Questo è lo scopo ufficiale. Ma l’obiettivo reale è quello di dimostrare che c’è spiaggia per tutti. In altre parole servirà per dire all’Europa che in Italia, e quindi in Abruzzo, non è necessario applicare la direttiva Bolkestein perché i tratti di costa in concessione sono una minima parte del totale.
L’ITER E I TEMPI.
Acquisiti i dati della mappatura delle spiagge, l’organismo appena nato dovrà definire entro luglio «i criteri tecnici per la determinazione della sussistenza della scarsità della risorsa naturale disponibile, tenuto conto sia del dato complessivo nazionale sia di quello disaggregato a livello regionale». Le attività di ricognizione saranno svolte dal ministero e dalle capitanerie di porto, secondo quanto previsto dalla legge per la concorrenza.
TOMEI DELLA CNA.
«Molto bene l’istituzione, da parte dell’esecutivo, del tavolo tecnico per mappare le spiagge italiane. È stata pienamente accolta l’istanza Cna affinché si rilevi il grado di scarsità e la conseguente disponibilità del bene demaniale che riteniamo molto ampia ai fini dell’inapplicabilità della Bolkestein. È un passaggio fondamentale per chiudere una lunghissima vertenza con la commissione europea e dare serenità a 30mila piccole imprese di settore». Così spiega Cristiano Tomei, coordinatore nazionale Cna Balneari.
CAPACCHIONE DEL SIB.
Anche il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione sottolinea che: «È positiva l’istituzione del tavolo tecnico consultivo sulla questione balneare. Si tratta di un adempimento doveroso non solo perché previsto dalla legge milleproroghe, ma soprattutto alla luce della recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 20 aprile scorso, che impone l’accertamento della scarsità della risorsa quale condizione per l’applicazione della direttiva Bolkestein. È opportuno», continua il presidente Sib, «che Palazzo Chigi affronti in tempi celeri questa vicenda delicata, perché riguarda decine di migliaia di famiglie di onesti lavoratori che rischiano di perdere il lavoro e il frutto del loro lavoro, e al contempo complicata dai molteplici interventi giudiziari a diversi livelli. La balneazione attrezzata italiana va difesa», conclude Capacchione, «perché costituisce un patrimonio del paese».
TESTA DI FDI.
Infine il commento del deputato pescarese di Fratelli d’Italia, Guerino Testa: «La decisione di istituire un tavolo interministeriale allargato alle associazioni di categoria e alle Regioni sulla questione balneari», dichiara il segretario della Commissione Finanze della Camera, «conferma l’impegno assunto dal governo e da Fratelli d’Italia di riformare il settore tenendo conto delle esigenze di migliaia di imprenditori. Non ci sarà alcuna svendita selvaggia: sarà una riforma che salvaguarderà aziende e posti di lavoro».
L’ULTIMA SPIAGGIA.
Una legge del governo Draghi aveva disposto l’istituzione del Siconbep, un nuovo sistema informatico per censire tutte le concessioni di beni pubblici, ma nonostante l’approvazione in prima lettura del decreto attuativo e lo stanziamento di due milioni di euro all’anno, ad oggi nulla di concreto è stato fatto.
Di recente anche la Corte di giustizia europea, con la sentenza del 20 aprile scorso, ha ribadito l’importanza della mappatura per stabilire se la risorsa spiaggia sia scarsa o meno. Il catasto delle spiagge è dunque una sorta di ultima spiaggia perché, secondo le associazioni dei balneatori, solo stabilendo la quota esatta di litorale occupato da attività imprenditoriali sarà possibile garantire la concorrenza richiesta dall’Europa assegnando in concessione i litorali liberi per permettere di avviare nuove imprese. Anziché espropriare quelle esistenti. (l.c.)