Concorsi pilotati a Pescara, 4 indagati. E spunta una super testimone pronta a raccontare tutto

“Parentopoli” in Comune, l’inchiesta per falso. Indagati il direttore generale, il capo del personale, il figlio di Santilli e un’interna. Computer al setaccio: si cercano eventuali “soffiate” sui temi e le relative ricerche preventive dei candidati
PESCARA. Continua lo sciame sismico a Palazzo di città. Dopo l’inchiesta per corruzione elettorale sull’assessore Massimiliano Pignoli (subito dimessosi) e la richiesta di condanna per l’attuale assessore all'urbanistica Claudio Croce (per fatti non attinenti all'attività politica) e per l’ex assessore, oggi consigliere di Forza Italia Eugenio Seccia, prende forma l’inchiesta su “parentopoli”: presunti favoritismi di parenti di esponenti politici e non, a caccia del posto fisso di “zaloniana” memoria.
GLI INDAGATI
L’inchiesta, anche questa nelle mani del pm Gennaro Varone, riguarda due concorsi comunali dello scorso anno, e vede attualmente quattro indagati per lo stesso reato di falso ideologico in atto pubblico: il direttore generale del Comune Fabio Zuccarini, dirigente di primo piano dell’Ente, quale presidente di una commissione; Paolo Santucci, capo del personale, in qualità di presidente della seconda commissione e con loro, al momento, due candidati «indicati in atti come prossimi a membri della giunta comunale e del consiglio comunale», che sarebbero stati favoriti. Uno è Quirino Santilli, figlio dell’attuale assessore e vice sindaco di Pescara all’epoca presidente del consiglio, l’altra è Alessandra Faieta, all’epoca del concorso collaboratrice dell’assessore Adelchi Sulpizio.
I CONCORSI
I concorsi finiti nel mirino della procura sono due: quello per 2 unità di personale per il profilo di specialista in attività amministrative e contabili (prova scritta eseguita il 10 luglio 2025), e quello per una unità con profilo di specialista in attività culturali (prova scritta tenuta il 3 ottobre 2025). Per il pm ci sono gli elementi per ipotizzare il favoreggiamento dei candidati che concorrono nello stesso reato in quanto istigatori e beneficiari della condotta illecita.
LA LETTERA
Diciamo subito che, dopo che la notizia sulla sospetta “parentopoli” venne pubblicata su questo giornale lo scorso gennaio, Zuccarini volle fare subito chiarezza con una lunga lettera, smentendo qualsiasi favoritismo e affermando che si trattava di calunnie. Che tutto l'iter era stato regolare e trasparente, che «il merito non ha cognome» e che «l’anonimato è il cuore a garanzia dei concorsi».
PERQUISIZIONI E SEQUESTRI
Nel caso in esame la procura, disponendo perquisizioni e sequestri di cellulari e supporti informatici degli indagati, ha spiegato i passaggi che avrebbero portato a confezionare l’accusa, relativi alla supposta falsità sull’anonimato delle prove scritte sostenute dai candidati, intenzionata a comprendere anche il perché Zuccarini si sarebbe comportato così visto che non si parla di due candidati sconosciuti, ma, almeno nel caso di Santilli, del figlio del vice sindaco.
LE PRESUNTE ANOMALIE
Tornando alle indagini le anomalie sarebbero diverse: l’omessa risposta alle medesime due domande da parte dei candidati indagati, dato individualizzante per la procura e, soprattutto, l’attribuzione di un punteggio «gravemente anomalo» alla risposta aperta, rispetto alle valutazioni degli altri candidati che pure avevano dato risposte equivalenti secondo il pm: una valutazione esagerata che per l’accusa «non appare giustificata da esercizio di discrezionalità tecnica». E proprio quel punteggio fuori misura avrebbe consentito ai due di accedere alle prove orali, altrimenti i punti raccolti nelle altre risposte sarebbero stati nettamente inferiori a quel minimo utile al superamento della prova.
UN TERZO CASO SOSPETTO
Per quanto riguarda il secondo concorso sembra esserci un altro aspetto nella valutazione della risposta aperta di una terza candidata. La candidata in questione (che dovrebbe essere già iscritta come indagata) avrebbe risposto con una frase incompiuta e priva di alcun significato, secondo l’accusa. Eppure, invece di una valutazione “zero” a quelle quattro parole di numero, venne data una valutazione per la «coerenza e completezza», per la «chiarezza espositiva» e per la «capacità di sintesi». Una indiscussa forma di «volontà di favoritismo e riconoscibilità del tema».
ORALI RINVIATI
L’ultima stranezza evidenziata dal pm Varone riguarda il rinvio delle prove orali del primo concorso (inizialmente fissato al 21 ottobre 2025) a una data successiva alla prova orale del secondo concorso. Questo, secondo l’accusa, avrebbe dato modo alla candidata Faieta di uscire vincitrice nel secondo concorso in cui si è classificata al primo posto ed evitare di sostenere l’orale nell'altro.
COMPUTER AL SETACCIO
E allora la procura, che ha già posto sotto sequestro i supporti informatici di tutti e quattro gli indagati (il cui numero sarebbe molto più ampio anche perché i quattro citati erano destinatari di perquisizioni e sequestri) ed acquisito in Comune tutta la documentazione inerente i concorsi, è alla ricerca di qualche preventiva comunicazione dei temi di concorso; di ricerche svolte dai candidati preventivamente avvisati di detti temi; relazioni dei candidati con i loro eventuali mentori. Ricerca che la procura sta facendo fare anche nei pc di Zuccarini e Santucci che avrebbero ricevuto in anticipo le schede di valutazione predisposte dalla società incaricata.
INDAGINI E SUPER TESTIMONE
Resta poi aperto un tema altrettanto importante che potrebbe finire per incidere anche in ambito politico: e cioè la risposta all’interrogativo sul perché i due presidenti avrebbero dovuto esporsi così tanto nei confronti dei due candidati (e non solo di loro). E quindi l'inchiesta potrebbe anche allargarsi in questo senso alla ricerca degli “sponsor” dei candidati. A riguardo, ci sarebbe anche una super testimone, a conoscenza di particolari importanti, pronta a raccontare tutto.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

