Concorso senza alcun vincitore: sei candidati presentano ricorso

I concorrenti che sono stati bocciati all’orale chiedono all’ente di annullare l’esame e ripeterlo da capo «Mancano i criteri per valutare i partecipanti». Il deputato Pd D’Alfonso: «È stato fatto un pasticcio»
PESCARA. Rischia di finire in tribunale il concorso del Comune per l’assunzione di un nuovo dirigente terminato con la bocciatura di tutti i 57 candidati. I 6 concorrenti che non ce l’hanno fatta a passare l’esame orale hanno presentato all’ente la richiesta di annullamento della prova. Un primo passo che potrebbe portare poi, in caso di risposta negativa dell’amministrazione, a formulare dei ricorsi.
Due settimane fa il deputato del Pd Luciano D’Alfonso aveva tenuto una conferenza stampa proprio su questa questione segnalando le incongruità del concorso definito «discusso e discutibile». «Oggi apprendo», ha detto ieri il parlamentare, «che 6 di loro, in autotutela, hanno presentato richiesta di annullamento della prova orale dell’esame, in quanto risultano assenti i criteri di valutazione della prova stessa che andavano stabiliti dalla commissione prima dell’espletamento». «Tale mancanza», ha aggiunto, «contravvenendo a quanto previsto dall’articolo 12 del decreto del presidente della Repubblica numero 487, del 1994, inficia la validità della prova». «In pratica i 6 candidati», ha spiegato D’Alfonso, «stanno minacciando l’ente chiedendo di ripetere la seconda prova, poiché la commissione non aveva stabilito i pre-requisiti e i criteri di gradazione delle valutazioni. La gestione concorsuale ha presentato delle inesattezze di condotta che, secondo me, verranno messe sotto luce, rilevate e ingrandite. Non credo che questa vicenda si risolverà senza contenzioso e se fossi al posto dell’amministrazione ripeterei la prova orale. Un pasticcio e non è il primo, per cui quel concorso dovrà per forza vedere la ripetizione della prova orale». È ciò che emerge leggendo le lettere inviate dai 6 candidati bocciati al Comune. «Il vizio dedotto ed effettivamente riscontrato», si legge in una missiva, «ha comportato una radicale e insanabile illegittimità dell’operazione valutativa della prova orale del concorso, traducendosi in una grave violazione delle regole di trasparenza e imparzialità che devono presiedere ogni procedura concorsuale, risultando, in assenza della previa fissazione dei criteri di massima, ogni valutazione delle prove d’esame arbitraria e irrimediabilmente illegittima».
«A fronte di questo», ha sottolineato D’Alfonso, «cosa farà il dirigente del settore Risorse umane del Comune? Cosa farà il direttore generale Pierluigi Carugno, membro della commissione d’esame? Avevo concluso la conferenza di due settimane fa con la previsione che il Pil dell’Avvocatura sarebbe cresciuto di almeno due punti percentuali. Sono stato facile profeta».

