Consigliere sospeso, Orsini attacca il Pd

Montesilvano Futura difende Di Stefano. E D’Alonzo (Abruzzo civico) contesta la maggioranza
MONTESILVANO. Il caso di Gabriele Di Stefano, consigliere sospeso dal Pd per aver contrastato le linee programmatiche del suo partito, accende il dibattito politico e in particolare suscita l’incredulità del coordinatore di Montesilvano Futura, Mauro Orsini.
«Di Stefano», scrive Orsini, «è stato tra i consiglieri più votati. È una persona trasparente, ruspante, un uomo di cuore ala quale va la mia stima e la mia solidarietà. Essere sospeso da un partito che fa della cospirazione politica per tornare al voto la sua ragione d'essere» prosegue il coordinatore di Montesilvano Futura, «dovrebbe essere per Di Stefano un motivo per non dispiacersi della risoluzione presa. Il Pd è l'ultimo anello di altri ex partiti del centrosinistra che negli ultimi decenni hanno subito processi per corruzione e che hanno compromesso il futuro di Montesilvano. La nostra città» chiosa Orsini, «vive di paradossi se una persona come di Stefano, che ha la fiducia della gente e si batte per il bene comune, viene allontanata con la motivazione che è in contrasto con la linea del Pd».
Ad alimentare la polemica in città è anche Enea D’Alonzo, che in questo caso ha come bersaglio la coalizione di centrodestra, o quel che ne resta. «Sono francamente deluso e sconcertato dall’atteggiamento dell’amministrazione Maragno, sempre più priva di una maggioranza e incapace di soddisfare le esigenze di una città alla deriva. Se per un verso, questi mesi sono stati caratterizzati da immobilismo e incapacità di alcuni assessori, per altro verso, alcuni di questi ben si sono distinti nei rapporti di favore con i privati».
D’Alonzo attacca soprattutto il vicesindaco, Ottavio De Martinis, sulla gestione delle case popolari e sulla predisposizione o eliminazione di parcheggi in alcune via della città (via Matteotti e via Cagliari).
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