Consiglio deserto, stop al depuratore

21 Febbraio 2017

Manca il numero legale in aula per le troppe assenze nella maggioranza, salta anche il voto sulle case per la riviera sud

PESCARA. «Sono presenti dieci consiglieri, la seduta non è valida». Sono da poco passate le 16, cioè un’ora dopo l’orario indicato nella convocazione del consiglio comunale, quando il presidente Antonio Blasioli è costretto a rinviare i lavori per la mancanza di almeno un consigliere per dichiarare valida l’assemblea. Troppe le assenze nella maggioranza, mentre l’opposizione è uscita dall’aula contribuendo così a far mancare il numero.

All’ordine del giorno c’erano due importantissime delibere, quelle riguardanti la realizzazione del nuovo depuratore di Pescara, su cui si registrano diverse perplessità e la richiesta della società Pescaraporto di un cambio di destinazione d’uso per realizzare delle abitazioni sulla riviera sud al posto degli uffici, per cui appare scontato il no unanime al progetto da parte del centrosinistra e del centrodestra.

Le tante assenze nelle file della maggioranza, ieri, sono state determinanti per il fallimento della seduta pomeridiana e così i due provvedimenti sono stati rinviati a giovedì prossimo. In mattinata, invece l’aula era riuscita ad approvare le linee guida sull’urbanistica e la concessione di un’area all’Ail. Poche ma significative le parole pronunciate dal sindaco Marco Alessandrini a commento di ciò che è accaduto nel pomeriggio. «Taccio per decenza», ha detto. Nel centrosinistra, mancavano diversi esponenti del Pd ed entrambi i consiglieri della Sinistra italiana. Uno dei due, Daniela Santroni, è comparsa in aula pochi minuti dopo l’appello e rispondendo a qualche critica ha affermato: «Di certo, non mi strappo i capelli perché il consiglio è saltato».

Ciò è bastato all’opposizione per ipotizzare risvolti politici in questa vicenda. C’è chi sostiene che alcune assenze siano un segnale di dissenso nei confronti della delibera riguardante la realizzazione di un secondo depuratore, che dovrà servire Pescara, San Giovanni Teatino e Spoltore. Un’opera mastodontica per cui la Regione ha già previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro.

Il consiglio comunale, con questa delibera, è chiamato a decidere il sito dove realizzare il nuovo impianto. Le proposte sono tre: l’area ex Cogolo, in via Breviglieri; il sansificio, di strada vicinale Torretta; un terreno in via Fiora, di proprietà di Attiva. Secondo l’opposizione, l’amministrazione sarebbe propensa a realizzare l’opera nell’area dell’ex Cogolo, di proprietà dell’imprenditore Di Vincenzo. Ma centrodestra e Movimento 5 Stelle sono intenzionati a bloccare l’operazione, al punto che giovedì prossimo presenteranno in aula due distinte richieste di sospensiva per rimandare l’esame della delibera, anche in attesa della riunione interistituzionale già convocata dalla Regione per il 6 marzo. «Quello che è accaduto oggi (ieri, ndr)», hanno scritto in una nota i gruppi consiliari del centrodestra Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara futura, «conferma ancora una volta le tante divisioni e contraddizioni che esistono all’interno di una maggioranza incapace di prendere decisioni su temi importanti e strategici per lo sviluppo della città».

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