Consiglio infuocato, no alla convivenza

19 Maggio 2017

Aula invasa da residenti dei quartieri destinati a ospitare i richiedenti asilo. Tra applausi e fischi, il progetto va avanti

MONTESILVANO. Sala consiliare gremita, animi infuocati e la seduta che ha rischiato di essere sospesa in un paio di occasioni. È trascorsa così la mattinata di ieri in municipio dove si è svolto un Consiglio comunale incentrato quasi esclusivamente sul problema dell’accoglienza degli immigrati a Montesilvano.
Un tema particolarmente delicato e caldo che in queste settimane sta accendendo il dibattito fuori e dentro palazzo di città. Da un lato ci sono gli amministratori, che hanno optato per la sostituzione degli attuali Cas (Centri di accoglienza straordinaria) degli hotel Excelsior e Ariminum con la modalità di “seconda accoglienza” denominata Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati); dall’altro, i residenti dei diversi quartieri interessati dal progetto, che si dicono contrari all’ipotesi di una stretta convivenza con gli immigrati.
Per questa ragione sono nati comitati spontanei, a cominciare da quelli di via Firenze e di Santa Filomena, che nei giorni scorsi hanno promosso delle raccolte firme per chiedere all’amministrazione di individuare locali più isolati per evitare che l’arrivo di decine di profughi possa influire negativamente sulla sicurezza e sul decoro dei rispettivi quartieri. Tra gli immobili individuati per l’accoglienza, nell’ambito del progetto Sprar – attualmente al vaglio del Ministero e che vede il coinvolgimento, oltre che del Comune e dell’Azienda Speciale, anche di Caritas, Arci Pescara, Polis e Cooperativa sociale Ausiliatrice – ci sono infatti anche una palazzina di via Napoli, che dovrebbe ospitare 30 mamme con bambini, e l’ex stabilimento Artigianluce di corso Umberto, che dovrebbe diventare la sede di una mensa per i poveri, di un emporio solidale e di un ostello per 60 immigrati.
Ed è proprio in queste due zone che i residenti sono prima scesi in strada per sottoscrivere la petizione, per poi ieri mattina gremire la sala consiliare in occasione della discussione di un ordine del giorno proposto dal gruppo consiliare #Montesilvano2019. Montesilvanesi di tutte le età, tra cui diversi anziani, hanno movimentato la seduta manifestando, di volta in volta, gradimento o contrarietà nei confronti degli interventi dei vari amministratori, con applausi o commenti infastiditi.
Un atteggiamento che è stato ripreso più volte dal presidente del Consiglio Umberto Di Pasquale e che è stato tenuto sotto controllo anche dalla presenza della polizia municipale e dei carabinieri. Dopo la presentazione del tema da parte del capogruppo di #Montesilvano2019 Anthony Aliano e gli interventi di diversi consiglieri, la parola è passata al primo cittadino Francesco Maragno che ha riepilogato le caratteristiche dello Sprar, evidenziandone i vantaggi per la città. «Il termine “straordinaria”», ha commentato il sindaco, «racchiude in sé tutta la drammaticità che il fenomeno dell’immigrazione ha assunto sul territorio nazionale. Con i Cas il governo, per mezzo delle Prefetture, ha inviato migranti, senza alcuna possibilità decisionale dei Comuni e senza alcun tetto massimo numerico, per cercare di fronteggiare il carattere eccezionale dei flussi migratori. L’unico sistema capace di fronteggiare in maniera misurata questa responsabilità, alla quale tutti i Comuni italiani devono rispondere, è lo Sprar, la cui competenza diventa comunale a tutti gli effetti. Proprio in virtù della nostra adesione alla progettualità Sprar, abbiamo ottenuto dalla Prefettura la garanzia del rispetto della clausola di salvaguardia, che consente la riduzione del numero dei migranti sul nostro territorio ad un massimo di 161 persone».
Finora i Cas di Villa Verrocchio e del Pp1 hanno accolto in media 350 persone complessivamente, mentre a marzo il numero è sceso a 226 censiti, per arrivare in questi giorni a 200. Ma ai residenti questo ragionamento sembra non essere d'aiuto e per questo chiedono l'individuazione di locali più isolati, tramite l'avviso pubblico comunale tuttora aperto.
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