Consultorio ancora chiuso Domani scatta la protesta

Francavilla. Servizio sospeso dallo scorso marzo per l’emergenza coronavirus E dopo le promesse, ecco il flash-mob dei cittadini davanti al distretto sanitario
FRANCAVILLA. Appuntamento domani alle 11, nel parcheggio del distretto sanitario di Francavilla, per il comitato spontaneo di cittadini che da quasi un anno chiede la riapertura del consultorio e che adesso ha deciso di mettere in piedi un flash mob per cercare di ottenere le risposte fino a oggi mancate.
Da marzo scorso la struttura, prima ospitata all’interno del Padovano, è stata chiusa per fare posto all’emergenza coronavirus. Questa è la versione ufficiale data dalla Asl durante questi mesi, che però non convince del tutto i cittadini, i quali temono che la pandemia sia stata solo un pretesto per arrivare a questo punto. Il gruppo, guidato da Livio Bove, ha fatto un riepilogo di quanto accaduto fin qui: a luglio il comitato inizia la sua protesta per chiedere a gran voce la riapertura. Pochi giorni dopo il direttore della Asl di Chieti Thomas Schael, in visita a Francavilla, promette al sindaco Antonio Luciani la riapertura entro settembre. A ottobre scorso, dopo il mancato ripristino del servizio, ecco un nuovo incontro tra cittadinanza, sindaco e la responsabile del consultorio Drusiana Ricciuti. Nonostante le nuove rassicurazione arrivate in quell’occasione, però, nulla cambia e si arriva così al 21 dicembre, giorno in cui il consigliere regionale Silvio Paolucci con un’interrogazione, strappa all'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì la promessa di riaprire il consultorio di Francavilla a metà febbraio. «Nel frattempo la dottoressa Rosa Borgia, responsabile del distretto sanitario di base di Francavilla, continua a chiedere gli spazi destinati al consultorio per altri usi», attacca Bove, rivendicando le ragioni del comitato. Il riferimento sostanzialmente è all’ex Omni, il locale visitato lo scorso luglio dal sindaco e dal direttore Schael, che il Comune aveva messo a disposizione della Asl per il ripristino dell’attività consultoriale e che invece in questi mesi è stato utilizzato per l’Usca (Unità speciale di continuità assistenziale), voluta sul territorio dalla Asl per la gestione dell'emergenza Covid in città.
Nonostante questo, i cittadini non si rassegnano: «Continueremo con la nostra protesta fin quando il consultorio non sarà riaperto. Offre dei servizi indispensabili per tanti cittadini e ora non più c'è Covid che tenga. Se a marzo dell’anno scorso c’era il fattore sorpresa dell’emergenza, dopo un anno di virus è auspicabile l'organizzazione. Perché appare evidenti a tutti che con la pandemia dovremo fare i conti ancora per parecchio», conclude Bove, «e non vogliamo più rinunciare al consultorio».

