Contagi, ecco la mappa I Comuni con più casi

11 Aprile 2020

L’esperto Parruti conferma la fase della discesa: «Ma sarà lenta»

PESCARA. I casi di coronavirus in Abruzzo superano quota duemila. Gli ultimi 83, emersi dalle analisi più recenti, fanno infatti salire a 2.014 il totale dei pazienti affetti da Covid-19. I decessi più recenti sono quattro: il bilancio delle vittime arriva a 198. Analizzando i dati sulla diffusione del virus comune per comune, la mappa del contagio si estende sempre di più. Ma a detta degli esperti l’Abruzzo si trova in una fase di pianoro, all’inizio di una lenta e graduale discesa. Secondo le ipotesi più ottimistiche già a fine mese potrebbe esserci un azzeramento dei contagi.
NUOVI CASI. I nuovi casi, accertati con gli ultimi test eseguiti nel laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale, anche attraverso l’Istituto zooprofilattico di Teramo e l’Università di Chieti, sono emersi dall’analisi di 833 tamponi: è risultato positivo il 10% dei campioni, contro il 7,3% di giovedì (72 su 981). Degli 83 casi, tredici fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmna-L’Aquila, 24 a quella di Chieti, 31 a Pescara e 15 a Teramo. Dall’inizio dell’emergenza coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 18.088 test.
LE VITTIME. Le vittime più recenti sono quattro: una 84enne di Chieti, un 68enne e un 84enne di Pescara ed un 73enne di Città Sant'Angelo. In alcuni casi i decessi sono avvenuti nei giorni scorsi, ma la positività al virus è stata accertata solo successivamente. Il bilancio dei morti sale così a 198.
GUARITI. Sono 181, invece, le persone guarite: 151 i pazienti che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid-19 sono diventati asintomatici e attendono i tamponi di controllo; 30 quelli che hanno risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi.
Del totale dei pazienti, 305 sono ricoverati in terapia non intensiva e 53 in terapia intensiva, mentre gli altri 1.277 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl, formula più utilizzata in Abruzzo per alleggerire la pressione negli ospedali.
MAPPA DEL CONTAGIO. Analizzando i dati comune per comune (pubblicati nella tabella), emerge che la mappa del contagio in Abruzzo si estende sempre di più, sia a livello geografico, con casi in nuovi territori, sia a livello numerico, nelle aree maggiormente interessate dall'emergenza. Tre i comuni che superano i cento casi: in testa c’è Pescara, con 302, seguita da Montesilvano, 130, e Penne, 102. Cinque quelli che registrano tra i 50 e i cento casi: Teramo (90), Castiglione Messer Raimondo (79), Chieti (63), Città Sant’Angelo (63) e Atri (60). Poi ci sono Castilenti (48), Lanciano (57), Pineto (45), Avezzano (41) e Ortona (41). Dall’elenco sono esclusi i comuni con un solo caso che, sommati ai casi la cui residenza non è indicata, sono 111. I dati, infatti, sono calcolati sulla base della residenza sanitaria, che non necessariamente corrisponde a quella anagrafica. Considerare la residenza anagrafica o il domicilio comporterebbe un margine di errore più ampio. Sta infatti emergendo che in molti casi la residenza dichiarata è diversa da quella reale e proprio per questo si è deciso di adottare il criterio dal margine di errore minore.
«DISCESA LENTA». Difficile analizzare la situazione abruzzese secondo il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, della task force della Regione, perché «c’è un ritardo analitico che non è colpa di nessuno e oggi analizziamo i tamponi di otto, dieci giorni fa». Questo ritardo «condiziona la curva epidemica che per essere valutabile andrebbe analizzata in tempo reale. In ogni caso, guardando i dati clinici e quelli di laboratorio», osserva l’esperto, «possiamo dire che l’Abruzzo si trova in una fase di pianoro, all’inizio di una discesa che sarà lunga». «Sono però fiducioso: per fine mese», ipotizza l’infettivologo, «potremmo avere un Abruzzo con zero o con pochi contagi se continuiamo così. Chiaramente mantenendo il distanziamento sociale, ma devo dire che qui c’è grande rispetto delle restrizioni».
OSPEDALE. All’ospedale di Pescara, i reparti Covid-19, nonostante non vi sia più la situazione di emergenza che si era creata all’inizio, restano al completo. «Speravamo di poter ridurre il numero dei pazienti con le dimissioni», sottolinea il primario, «ma non è ancora possibile. Tra casi accertati e casi sospetti siamo sui cinque, dieci ricoveri al giorno. Riusciamo comunque ad avere una capacità gestionale». L’esperto spiega inoltre che si sta intervenendo per affrontare i problemi all’interno delle case di riposo, dove si trovano pazienti fragili. Problemi che, come nel resto d’Italia, stanno interessando anche l’Abruzzo».
SOLIDARIETÀ. Tra le belle notizie ci sono le gare di solidarietà che, in piena emergenza, giorno dopo giorno, non mancano mai. Ieri a Pescara stavano finendo le tute protettive, con tutto ciò che la carenza dei dispositivi di protezione può comportare. «Abbiamo avuto grossi problemi perché eravamo senza. Le forniture ufficiali hanno settimane di ritardo, ma la nostra assistenza non può avere ritardi. Alcune aziende, però, ci hanno subito inondato di materiale, che ci consentirà di lavorare serenamente in questo weekend. Avevamo dei soldi, raccolti dai cittadini proprio per questi motivi, ma le ditte non hanno voluto niente. Questi gesti», conclude Parruti, «sono straordinari».
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