Contagi “nascosti”, l’ira Anci
Il presidente D’Alberto: «Regole disattese, le Asl non comunicano i nominativi ai Comuni»
TERAMO. I sindaci devono essere informati dalle Asl provinciali su eventuali casi di contagio da coronavirus (in quarantena obbligatoria), così da avviare le specifiche azioni a tutela della popolazione. È quanto prevede un’apposita disposizione del dipartimento nazionale di Protezione civile dello scorso 19 marzo.
Disposizione che viene puntualmente disattesa.
Un cortocircuito informativo che ha scatenato la presa di posizione dei sindaci e quindi del presidente di Anci Abruzzo (Associazione nazionale comuni italiani), Gianguido D’Alberto, che è anche il primo cittadino di Teramo. D’Alberto ha sollecitato chiarimenti inviando una nota al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì.
«In relazione alle disposizioni emanate dal dipartimento di Protezione civile a firma del dottor Angelo Borrelli», spiega il presidente Anci, «che conferma le indicazioni della nota protocollo 14171 del 16 marzo 2020 sulla necessità da parte delle Asl di informare i comuni al fine di assicurare i servizi di assistenza alla popolazione di persone positive al Covid-19 e in quarantena sanitaria obbligatoria domiciliare si deve rappresentare, con rammarico, che questa disposizione non risulta applicata. Con grave disappunto, i sindaci mi rappresentano che sono costretti ad apprendere dalle telefonate dei giornalisti le notizie di pazienti positivi sul loro territorio. Il ruolo dei Comuni è nella stessa trincea di questa battaglia e rappresentano un gestore fondamentale della gestione delle popolazioni amministrate».
Ma non solo. D’Alberto sposta l’attenzione anche sul servizio di raccolta dei rifiuti. «È appena il caso di ricordare», prosegue il presidente dell’Anci, «che per la gestione del conferimento e raccolta dei rifiuti solidi urbani si ritiene necessario e urgente che le Asl, nella procedura, consegni agli interessati il materiale di trattamento Rsu dell’Istituto superiore di sanità e nel contempo forniscano ai Comuni i nominativi al fine di poter organizzare il servizio di raccolta secondo le indicazioni. Questa comunicazione risulta indispensabile anche per organizzare servizi di spesa e farmaci a domicilio». (r.rs.)
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