Contagi, quarantena per chi torna da 6 Paesi

Contromisure della Regione per dare subito lo stop all’aumento dei casi Tampone all’arrivo. L’obbligo di segnalazione è retroattivo di 14 giorni
PESCARA. Quarantena obbligatoria per chiunque arrivi in Abruzzo dai Paesi considerati a più elevato rischio per il numero di contagi registrati nelle ultime settimane: Spagna, Malta, Grecia, Croazia, Romania e Bulgaria. E ingresso vietato per chi arriva dalla Colombia. Tutti coloro che provengono dai primi quattro Paesi dovranno sottoporsi a tampone e rimanere in isolamento fino all'esito del test. Se si proviene da Romania e Bulgaria, invece, si dovrà restare in quarantena per 14 giorni. Tali misure riguardano chi è arrivato in Abruzzo non solo a partire da ieri, ma anche nelle ultime due settimane. L'obiettivo è quello di contenere la diffusione del coronavirus, in un momento in cui i contagi, complici le vacanze estive e la ripresa degli spostamenti, stanno facendo registrare un'impennata in tutta Europa. VACANZE. Se per Romania e Bulgaria si tratta della proroga di un provvedimento già in vigore, per quanto riguarda Spagna, Malta, Grecia e Croazia, tra le principali destinazioni turistiche degli italiani e degli abruzzesi, le restrizioni sono state disposte dal ministero della Salute con apposita ordinanza e subito recepite dalla Regione Abruzzo. Le misure applicative sono contenute in una circolare del dipartimento regionale Sanità - trasmessa ad Asl, Prefetture, Direzione marittima di Pescara, Saga ed Enac - firmata dalla dirigente del servizio Prevenzione e tutela sanitaria, Stefania Melena, e dal direttore del dipartimento, Claudio D'Amario, il quale, tra l'altro, sottolinea che l'orientamento del Governo è quello di introdurre in tutta Italia, in modo più stringente, l'obbligo di indossare la mascherina all'aperto, ovunque non sia possibile garantire il distanziamento sociale, misura già in vigore in Abruzzo ma da pochi rispettata.
Il documento della Regione stabilisce che le prescrizioni riguardano non solo coloro che rientrano in Abruzzo dopo l'entrata in vigore del provvedimento, ma anche chi «nei quattordici giorni antecedenti» abbia «transitato o soggiornato» in uno dei quattro Paesi. Impossibile sapere quanti abruzzesi siano in vacanza in quelle località, ma si tratta, secondo le stime, di centinaia di persone, soprattutto giovani.
OBBLIGO DI DIRLO. Per tutti i soggetti provenienti da Spagna, Malta, Grecia e Croazia – sia con tampone già effettuato prima dell’arrivo sul territorio regionale e con esito negativo, sia con tampone eseguito in aeroporto ed in corso di analisi, sia con tampone da effettuare entro le 48 ore - c'è l’obbligo di registrarsi sulla piattaforma regionale alla pagina https://www.regione.abruzzo.it/content/come-segnalare-il-proprio-ingresso-abruzzo. Non servirà un nuovo tampone per chi, nelle 72 ore antecedenti l'arrivo in Abruzzo, si sia già sottoposto a test ed abbia la certificazione di risultato negativo.
IN AEREO. Alle persone che rientrano in aereo da Spagna e Malta ed arrivano all'aeroporto d'Abruzzo verrà consegnato un questionario di autocertificazione e verrà eseguito il tampone, da parte di personale delle Asl, in appositi locali messi a disposizione dalla società che gestisce lo scalo. «Tutti i soggetti sottoposti a tampone», si legge nella circolare, «sono tenuti a mantenere l’isolamento domiciliare fino alla comunicazione dell’esito che dovrà avvenire entro 24 ore dall’esecuzione del tampone. In caso di esito negativo potranno riprendere le proprie attività». In caso di positività, invece, si attiveranno le Asl per la gestione del paziente e per il tracciamento dei contatti. Il questionario verrà fornito anche a chi arriva con aereo privato, ma in quel caso si dovrà contattare la Asl per sottoporsi a tampone; in attesa del risultato bisognerà restare in quarantena.
IN BARCA. Chi, da uno dei quattro Paesi, arriva in un porto abruzzese con una barca privata riceverà l'autocertificazione dalla Guardia Costiera. Anche in questo caso bisogna contattare la Asl e sottoporsi a tampone entro 48 ore, rimanendo in isolamento fino a quando non si conoscerà l'esito.
IN AUTO, TRENO O BUS. Tutti coloro che, provenienti da Spagna, Malta, Grecia e Croazia, arrivano in Abruzzo con auto private, treni o autobus utilizzati per raggiungere la destinazione finale dopo essere atterrati o sbarcati in un'altra regione, hanno l'obbligo di sottoporsi a tampone entro 48 ore dall’ingresso nel territorio abruzzese, contattando la Asl di riferimento.
«In attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento», ribadisce la circolare, «le persone sono obbligate all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora».
MONITORAGGIO. Il documento del dipartimento di Sanità della Regione dispone inoltre che «anche in caso di tampone con esito negativo, tutti i soggetti provenienti da Spagna, Malta, Grecia e Croazia sono tenuti ad effettuare un attento monitoraggio della propria temperatura corporea e di eventuali sintomi suggestivi di contagio per i successivi 14 giorni dal proprio rientro sul territorio nazionale». Per quanto riguarda chi viaggia con mezzi privati, l'auspicio degli addetti ai lavori è che vi sia senso di responsabilità da parte dei cittadini: solo i soggetti in questione, in quel caso, possono segnalare il loro arrivo e seguire tutte le procedure previste.
ROMANIA E BULGARIA. Diversa la procedura per chi arriva da Romania e Bulgaria. In questo caso è prevista la quarantena obbligatoria di 14 giorni.
Il provvedimento è in vigore già dal 31 luglio ed è stato confermato nelle ore scorse con apposita ordinanza del governatore Marco Marsilio. Chiunque arrivi da uno dei due Paesi, in aereo, in autobus o con qualsiasi altro mezzo, deve compilare un'autocertificazione, in cui vengono indicati, tra le altre cose, gli spostamenti effettuati, i motivi del viaggio e l'indirizzo dell'abitazione o dimora in cui verrà osservato l'isolamento fiduciario.
Discorso a parte per la Colombia che, vista la situazione drammatica dal punto di vista dei contagi, è stata inserita nella lista nera dal ministero della Salute: è così previsto il divieto di ingresso e transito per chiunque arrivi dal Paese sudamericano.

