Contagi, un altro giorno con zero casi

22 Giugno 2020

Nessun decesso, nè nuovi positivi. Ma l’Inail pubblica i dati sui lavoratori morti per Covid 19

PESCARA. Un altro giorno con zero contagi e zero decessi in Abruzzo su 1.083 tamponi analizzati nelle ultime 24 ore dai laboratori di riferimento regionale. Dall’inizio del mese sono stati appena 37 i nuovi casi positivi.
SETTIMANA MIGLIORE. E nei numeri questa è stata la migliore settimana da quando è esplosa la pandemia: zero contagi in cinque giorni su sette e solamente due casi positivi (uno martedì e l’altro giovedì). I contagi restano a quota 3.281, dei quali 403 attivi (-1 rispetto al giorno precedente). I guariti salgono a 2.419 (+1). L’analisi sui dati fa ben sperare anche nel Pescarese, l’area maggiormente sotto osservazione.
DENUNCE INAIL. Di tutt’altro tenore l’ultimo report, il quarto, reso pubblico dall’Inail per quanto riguarda le denunce per morti e contagi da Covid-19 sul posto di lavoro. In Abruzzo le segnalazioni sono state 563 (1,2% sul dato nazionale) nel periodo gennaio-31 maggio, di cui cinque con esito mortale (2,4%).
COSÌ NELLE PROVINCE. Le denunce sono state 184 in provincia di Chieti, 37 in quella dell’Aquila, 231 a Pescara e 111 a Teramo. I casi mortali segnalati sono stati 4 a Pescara e 1 a Chieti. La fascia maggiormente colpita è quella da 50 a 64 anni (43,7%).
INFERMIERI PIÙ COLPITI. Per quanto riguarda i settori maggiormente colpiti in Abruzzo, stando sempre al report dell’Inail, l’83,3% delle denunce ha riguardato operatori della sanità e dell’assistenza (infermieri nel 45,5% dei casi), il 7,6% servizi e noleggio alle imprese, il 2,7% attività dei servizi di alloggio e ristorazione, il 2,3% dipendenti di amministrazione pubblica e difesa, assicurazione sociale obbligatoria, il 4,1% altre categorie.
I NUMERI IN ITALIA. Per quanto riguarda i dati nazionali, le denunce di infortunio sul lavoro da nuovo coronavirus pervenute all’Inail sono 47.022, 3.623 in più rispetto al monitoraggio precedente del 15 maggio. I casi mortali sono 208 (+37), pari a circa il 40% del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Istituto nel periodo preso in esame e concentrati soprattutto nei mesi di marzo (40%) e aprile (56%).
Questo quarto report è stato elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, che rispetto ai precedenti si arricchisce di un approfondimento a livello territoriale, con la predisposizione di 21 schede relative ai casi registrati nelle 19 regioni italiane e nelle due province autonome di Trento e Bolzano (saranno aggiornate con cadenza mensile).
IL CASO LOMBARDIA. La Lombardia si conferma la regione più colpita. Più della metà delle denunce (55,8%) e quasi sei casi mortali su 10 (58,7%) ricadono nel Nord-Ovest.
La Lombardia, in particolare, si conferma la regione più colpita, con il 35,5% delle denunce di contagio sul lavoro e il 45,2% dei decessi.
Il 30,4% delle 16.700 infezioni denunciate nel territorio lombardo riguardano la provincia di Milano, ma il primato negativo dei casi mortali, con 25 decessi, è della provincia di Bergamo. (r.rs.)
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