Contatori staccati, scoppia il caso

10 Novembre 2022

Grazie al Codacons, un’interrogazione mette le regole nel mirino

PESCARA. Parte dall’Abruzzo la ribellione contro le regole sul distacco dei contatori nei confronti degli utenti morosi. E lo fa con un’interrogazione parlamentare che chiama in causa direttamente il governo Meloni e l’Autorità Arera. L’interrogazione porta la firma del deputato abruzzese del Partito democratico Luciano D’Alfonso, ma è frutto delle battaglie del Codacons regionale.
La dichiarazione di guerra è già nell’incipit dell’interrogazione: «Assoluta inefficacia e assoluto anacronismo del sistema indennitario messo in piedi dall’Arera per combattere i comportamenti illegittimi e le pratiche commerciali scorrette da parte delle società che operano nei settori dell’energia elettrica e del gas». In particolare, l’interrogazione si riferisce agli indennizzi agli utenti – di soli 20 o 30 euro in base ai casi – che l’Arera impone a quelle società che sospendono o riducono le forniture di luce e gas non seguendo le norme sulla messa in mora e sulle tempistiche. «Si ritiene altresì necessario garantire, il diritto degli utenti e dei consumatori che subiscono distacchi o riduzioni di potenza illegittimi di chiedere il risarcimento del maggior danno», aggiunge l’interrogazione, che chiede al governo le iniziative che intende assumere «per rafforzare e rendere più incisiva la tutela dei consumatori e delle imprese».
Spiega Vittorio Ruggieri del Codacons Abruzzo: «Noi lo diciamo da anni, ora è eclatante agli occhi di tutti che il caro energia sia dovuto alle speculazioni di società che hanno il permesso di fare quello che vogliono a scapito di famiglie e imprese. L’interrogazione tocca il cuore del problema: le società, in cambio di indennizzi risibili e ridicoli, possono far saltare aziende e famiglie intere provocando danni economici pazzeschi non rispettando le regole. È scandaloso, bisogna intervenire immediatamente». (l.t.)