Contratti intermittenti, chiesta la riforma
Una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali del settore che dia continuità di reddito e copertura contributiva per quanti subiscono una sospensione dell'attività. Tra le richieste al governo...
Una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali del settore che dia continuità di reddito e copertura contributiva per quanti subiscono una sospensione dell'attività. Tra le richieste al governo delle lavoratrici dei servizi in appalto delle mense scolastiche c'è anche la necessità di una misura che elimini il limbo di incertezze nel quale sprofondano con i part time ciclici. Quei periodi di sospensione dell'attività lavorativa in concomitanza con la chiusura delle scuole. «Parliamo di un lavoro che è sempre stato intermittente, già prima del Covid», commenta Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione, presente al presidio sotto la Prefettura. «Il blocco dei contratti si verifica ogni volta che viene sospesa la didattica. Se a Pescara, con una rinegoziazione con la ditta, il Comune ha trovato il modo di far maturare permessi e ferie per coprire i giorni di sospensione, durante le festività di Natale o Pasqua, a Montesilvano, invece, i contratti vengono interrotti, con un danno sui redditi». La richiesta avanzata è quella di una misura di sostegno al reddito. «Invece di decine e decine di misure», specifica «che costituiscono una corsa a ostacoli tra requisiti e scadenze, crediamo sia necessario estendere il reddito di cittadinanza per supportare chi non ha il lavoro, ma anche i redditi da lavoro povero, come i part time involontari o i contratti intermittenti». (m.pa.)

