Contributi per pagare l’affitto «I soldi promessi non ci sono»

MONTESILVANO. Hanno ottenuto sulla carta un sostegno per il pagamento dell’affitto, ma dei soldi che gli spettano per il momento non c’è alcuna traccia. È la segnalazione che arriva da una delle 108...
MONTESILVANO. Hanno ottenuto sulla carta un sostegno per il pagamento dell’affitto, ma dei soldi che gli spettano per il momento non c’è alcuna traccia. È la segnalazione che arriva da una delle 108 famiglie ammesse al contributo erogato dal Comune di Montesilvano, per il tramite dell’Azienda Speciale e con fondi regionali, come forma di rimborso per i canoni di affitto versati nell’anno 2020. La montesilvanese, che preferisce rimanere anonima, ricostruisce l’iter burocratico del bando per poi sollecitare il Comune all’erogazione delle somme previste.
«Lo scorso mese di novembre l’Azienda speciale ha pubblicato l’avviso rivolto alle famiglie in difficoltà, alle prese con il pagamento dell’affitto», ricorda. «Il bando è scaduto il 24 dicembre ma per la pubblicazione dell’elenco degli ammessi al contributo abbiamo dovuto attendere 6 mesi. La lista dei beneficiari con i relativi importi dei sostegni previsti è stata, infatti, pubblicata la prima settimana di giugno».
Una volta avuta la conferma di essere tra gli ammessi, la residente ha pensato che ormai fosse solo questione di giorni per l’ottenimento del sostegno. «Invece ormai sono trascorse quasi tre settimane dalla pubblicazione dell’elenco», prosegue, «ma dei soldi non c’è alcuna traccia e non sappiamo ancora per quanto tempo dovremo aspettare. Non vogliamo essere polemici a tutti i costi, ma credo che, dal momento che i fondi sono stati stanziati e sono ormai trascorsi 6 mesi dalla scadenza del bando, sia giusto che il Comune ci eroghi le somme che ci sono state riconosciute. Dopotutto parliamo, almeno nel mio caso, di 3.100 euro che, soprattutto in questo momento storico, fanno davvero comodo per il pagamento dell’affitto. Del resto, se non avessimo avuto bisogno, non avremmo presentato la richiesta al Comune». Per questa ragione la residente, che rivela di parlare anche a nome di altri beneficiari, sollecita il Comune affinché le famiglie possano ricevere i contributi di cui hanno diritto. Si tratta di cifre variabili da famiglia a famiglia, che vanno dai 279 ai 3.100 euro. (a.l.)

