Controlli dei Nas al market: sequestrati 80 chili di merce

1 Agosto 2020

PENNE. Un’estate “tranquilla”, per la sicurezza alimentare con i controlli eseguiti dai carabinieri del Nas di Pescara e disposti dal Comando carabinieri per la Tutela della Salute di Roma. È con...

PENNE. Un’estate “tranquilla”, per la sicurezza alimentare con i controlli eseguiti dai carabinieri del Nas di Pescara e disposti dal Comando carabinieri per la Tutela della Salute di Roma. È con questa finalità a tutela del consumatore che i militari diretti dal comandante Domenico Candelli sono andati a controllare anche diverse imprese alimentari della provincia. È proprio nel corso di queste ispezioni che in un centro dell’area vestina i carabinieri (che non rivelano il nome dell’attività) hanno denunciato il titolare di un supermercato, sequestrando 80 chili di merce. In particolare si tratta di salumi e di prodotti lattiero-caseari detenuti in cattivo stato di conservazione, vale a dire in un deposito non idoneo, e a temperatura ambiente e senza alcuna refrigerazione. Circostanza che, a maggior ragione in questi giorni di grande caldo, ha indotto i militari a bloccarne la messa in vendita, proprio per tutelare la salute pubblica. Di qui la segnalazione alla Procura della Repubblica nei confronti del responsabile dell’attività e il sequestro della merce di cui ora l’autorità giudiziaria disporrà la destinazione finale.
Ma quello nell’area vestina non è stato l’unico controllo finalizzato a verificare gli aspetti igienico-sanitari e strutturali dei locali, la qualità e la corretta conservazione delle materie prime, le procedure di autocontrollo aziendale, i sistemi di rintracciabilità degli alimenti e l’esattezza delle informazioni al consumatore. In questo contesto, i controlli hanno riguardato anche il litorale pescarese e teramano, con un occhio di riguardo a quelle attività ritenute strategiche per il turismo estivo. E tra le attività controllate ci sono anche cinque gelaterie tra la costa del Teramano (quattro) e quella pescarese (una). Per tutte e cinque è stato emesso un provvedimento di diffida per l’incompletezza delle informazioni obbligatorie richieste ad uso e tutela del consumatore, vale a dire gli ingredienti degli alimenti proposti.