Controlli dello smog bloccati: stop ai dati di polveri e ozono

PESCARA. Da diversi giorni le polveri sottili e l’ozono, due degli inquinanti più a rischio per la salute umana, non vengono più rilevati dalle centraline. L’Arta non fornisce più i dati e, quindi,...
PESCARA. Da diversi giorni le polveri sottili e l’ozono, due degli inquinanti più a rischio per la salute umana, non vengono più rilevati dalle centraline. L’Arta non fornisce più i dati e, quindi, non ci sono riscontri sulla qualità dell’aria.
La stazione di rilevamento di via Sacco non segnala più niente dal 18 aprile; lo stesso quella del teatro D’Annunzio, a parte il monossido di carbonio; quella di via Firenze indica solo dati del benzene e del biossido di azoto, mentre quelli delle polveri sono fermi all’8 aprile. A Cepagatti è tutto bloccato dal 7 aprile.
A lanciare l’allarme era stato sabato scorso il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli. «L’Arta ha fatto scadere il contratto e le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria sono rimaste senza manutenzione», ha detto, «la corretta manutenzione delle centraline è fondamentale per permettere una precisa e puntuale conoscenza dello stato di salute dell’aria che respiriamo nella nostra regione, tema attenzionato in ogni città soprattutto grazie alla rete delle 16 centraline installate. La mancanza di manutenzione legata alla scadenza del contratto in essere potrebbe avere diversi effetti negativi: dall’alterazione dei valori dovuta al cattivo funzionamento degli strumenti di controllo, alla mancanza degli stessi, circostanza quest’ultima rilevabile per alcune località negli ultimi giorni sul sito internet dell’ Arta». «Si tratta comunque, in entrambi i casi», ha aggiunto Blasioli, «di situazioni che potrebbero generare allarmi infondati o sottovalutazioni pericolose, o portare alla definitiva rottura di queste centraline che devono lavorare a una temperatura specifica, senza peraltro considerare che, al momento, nessuno sarebbe deputato a intervenire in caso di guasti».
«Per le 16 centraline distribuite sul territorio regionale, 3 delle quali nella sola città di Pescara», ha concluso il consigliere, «occorre pertanto al più presto procedere a un nuovo avviso pubblico, consci del fatto che negli anni 2019 e 2020 le procedure di gara hanno necessitato di almeno 2/3 mesi per la loro conclusione e quindi anche se il bando dovesse essere pubblicato nei prossimi giorni, difficilmente prima del mese di giugno/luglio avverrà l’affidamento. Ci chiediamo inoltre perché l’Arta, come fatto in passato, non abbia avviato per tempo la gara per l’affidamento prima della scadenza del contratto anche perché non possiamo credere che manchino i 200.000 euro necessari».

