Controllo e vigilanza a Masci, grillini furiosi

Il leader di Pescara Futura nominato presidente della commissione. Di Pillo lascia l’aula: non c’è equità
PESCARA. «Il principio di equità non è stato rispettato: vi siete spartiti tutto e potete tenervi anche la vice presidenza. Per me la questione può chiudersi qui. Non accetto questa nomina e quindi mi dimetto». Si alza in piedi Massimiliano Di Pillo, consigliere comunale del Movimento 5 stelle, e abbandona l’aula scuro in volto al termine delle votazioni per l’elezione del presidente della commissione Controllo e vigilanza.
I 3 voti dei grillini contro i 9 del centrodestra e le 21 schede bianche sanciscono l’elezione di Carlo Masci, leader di Pescara futura, alla guida della commissione che come da prassi spetta alla minoranza. Di Pillo, invece, su invito dell’ex sindaco Luigi Albore Mascia e senza presentare alcuna candidatura, è stato eletto vice presidente con 9 preferenze. Le sue dimissioni, che dovranno essere formalizzate e fatte pervenire anche al presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli, rappresentano un atto politico di forte impatto in questa fase delicata di avvio dell’amministrazione. Durante la prossima riunione, i grillini hanno già annunciato la presentazione della revoca dell’incarico a Masci.
Ieri mattina, durante la movimentata seduta della commissione Controllo e vigilanza, convocata per votare il presidente e il suo vice, non è bastato l’invito all’alternanza di Carlo Masci, che in extremis ha proposto ai pentastellati di condividere il ruolo a turno, due anni e mezzo per uno «in un clima di piena collaborazione tra le opposizioni» avvicendandosi come presidente e vicepresidente. Di fronte a questa proposta, il Movimento 5 stelle ha scelto di chiudere la porta e rimanere fermo sulle sue posizioni, motivando così la decisione: «Siamo l’unico partito», spiega la capogruppo Enrica Sabatini, «che non è stato al governo negli ultimi cinque anni e non lo è oggi. Quindi siamo i soli che potrebbero svolgere questo compito con imparzialità, equidistanza e correttezza. Speravamo di appellarci a questi criteri, invece come previsto ci hanno estromesso anche da questa commissione preferendo affidarla a Masci che rappresenta appena il 5 per cento degli elettori».
Così come avvenuto per le nomine in Regione, i grillini contestano anche l’esclusione dalla vicepresidenza del consiglio comunale (per la minoranza è stato eletto Eugenio Seccia) e dalla commissione elettorale. «Rifiutiamo la proposta del centrodestra di dividerci il ruolo per due anni e mezzo ciascuno», aggiunge Sabatini, «perché non ci interessa la carica o la poltrona, ma vogliamo essere messi in condizione di svolgere questo lavoro con serenità durante l’arco dei cinque anni. Eleggere Di Pillo vicepresidente per ottenere la nostra collaborazione rappresenta una strumentalizzazione. E’ per questo che nella prossima seduta chiederemo di ribaltare il discorso con la presentazione delle dimissioni di Masci».
Intanto, ieri mattina, sono stati eletti gli altri vertici delle quattro commissioni consiliari permanenti rimaste in bilico. Piernicola Teodoro della lista Teodoro-Scegli Pescara ha la meglio nel braccio di ferro interno al Partito democratico e ottiene la presidenza della commissione Lavori pubblici (nei giorni scorsi il Pd gli aveva offerto in cambio Grandi infrastrutture), mentre il suo vice sarà Carlo Gaspari (Pd).
Francesco Pagnanelli (Pd) è stato eletto presidente di Grandi Infrastrutture, con vicepresidente Riccardo Padovano (Liberali per Pescara). La guida della commissione Gestione del territorio va invece a Ivano Martelli (Sel) con vicepresidente Carlo Gaspari (Pd).
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