Convegno e targa in ricordo del reporter Antonio Russo

FRANCAVILLA AL MARE . Il politico teramano Marco Pannella diceva di lui che non era un giornalista radicale, ma un “radicale giornalista”: sempre in prima linea al servizio della verità, Antonio...
FRANCAVILLA AL MARE . Il politico teramano Marco Pannella diceva di lui che non era un giornalista radicale, ma un “radicale giornalista”: sempre in prima linea al servizio della verità, Antonio Russo, fotoreporter francavillese, raccontava la guerra, con le sue inaudite violenze e i suoi crimini spesso sepolti. Fu ucciso nella notte tra il 15 e il 16 ottobre del 2000 in Georgia, il suo corpo ritrovato in un viottolo di campagna fuori dalla città di Tbilisi dove, da corrispondente di Radio Radicale, denunciava coraggiosamente le torture e le violenze compiute a danno della popolazione cecena.
In occasione del 23esimo anniversario della scomparsa del giornalista abruzzese, la sua Francavilla al Mare ha voluto ricordarlo con un convegno, un’anticipazione del Premio Antonio Russo sul reportage di guerra, che si terrà il 3 maggio 2024 a Palazzo Sirena, in concomitanza con la Giornata mondiale della libertà di stampa.
“Antonio Russo: libertà di stampa nei teatri di guerra”, questo il titolo del convegno, ha coinvolto ieri in un interessante dibattito gli studenti delle quarte e delle quinte del Liceo scientifico Alessandro Volta. A parlare di Antonio Russo, del giornalismo e dello stato generale dell’informazione riferito all’attuale contesto storico, sono stati l’inviato di guerra Fausto Biloslavo e Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisi d’Abruzzo. Presenti anche il sindaco di Francavilla, Luisa Russo, l’assessore alla Cultura, Maria Cristina Rapino, e il presidente della Fondazione Antonio Russo, Michele Russo.
L’appuntamento è stato anche l’occasione per la consegna della targa commemorativa in marmo da parte del Comune alla Fondazione. La targa verrà apposta sulla facciata della casa dove viveva Antonio Russo, nel centro della Marina, in piazza IV Novembre, a Francavilla al Mare.
Molte le domande degli studenti, che si sono concentrate soprattutto sulla ricerca delle fonti delle notizie e sulla loro affidabilità e verificabilità. Biloslavo ha raccontato le sue personali esperienze come inviato di guerra, spiegando come svolgeva la professione anche in condizioni difficili, con mezzi e tempi ridotti rispetto alla normalità.

