Convento, bloccato il passaggio di proprietà
La chiesa di Colleromano a Penne, appello dell’associazione San Cesidio: il Comune acquisisca l’edificio
PENNE. Il futuro del convento di Colleromano è sempre più un rebus di difficile soluzione. Ancora alle prese con il passaggio di proprietà tra la provincia Monastica e il Comune di Penne, che va avanti dal marzo 2011, la struttura religiosa, storica dimora benedettina edificata agli inizi del Trecento, vive oggi una preoccupante fase di stallo. Affinché il passaggio di proprietà diventi realtà, infatti, è necessario che l’ente vestino porti a compimento l’atto di affrancazione e interrompa il rapporto enfiteutico che lega ancora il complesso monastico ai frati minori d’Abruzzo.
La chiesa di Colleromano, intanto, annessa al convento e chiusa ormai da diversi anni, non risulta né nel registro del Fec, fondo immobiliare edifici di culto, né di proprietà della curia. La gestione e la cura del prestigioso bosco di Colleromano, infine, da qualche tempo è stata affidata dal Comune di Penne alla coop Cogecstre, la stessa che gestisce anche l’oasi naturale Lago di Penne. L’amministrazione D’Alfonso, dopo aver presentato nel dicembre 2012 un progetto di ristrutturazione di Colleromano alla passata amministrazione regionale, lo scorso febbraio discusse sull’ipotesi di cedere il complesso monastico a un fondo immobiliare per farvi un resort di lusso, ma la proposta venne sonoramente bocciata in un acceso consiglio comunale. Oggi sul convento sembra tornata una nube ad ovattarne e custodirne lo stato d’abbandono. Solo l’associazione San Cesidio, formata da giovani volontari molto vicini ai frati, continua a tenere in vita una parte del convento portando avanti piccoli lavoretti di manutenzione, custodendo l’importante patrimonio culturale dell’antica biblioteca, con testi risalenti al 1200, e, in alcuni casi, provvedendo anche al pagamento delle bollette.
«Fino a oggi abbiamo sentito tantissime persone interessarsi al convento e poi non fare nulla. È necessario che si decida in fretta cosa fare della struttura e soprattutto che il Comune di Penne porti a compimento il passaggio di proprietà con i frati», ha detto il presidente dell’associazione San Cesidio, Massimo Silvi.
Sul maestoso complesso religioso di Colleromano, a più riprese, hanno chiesto informazioni anche le monache benedettine della Provincia di Macerata, interessate a insediarsi almeno in un’ala del l’immensa struttura e pronte a investire soldi nella ristrutturazione, ma per il momento, per l’ennesima volta, l’interesse non ha prodotto novità importanti per il futuro dello storico convento pennese.
Francesco Bellante
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