Cooperative di comunità, record di adesioni

16 Marzo 2021

In Abruzzo se ne contano in 32 comuni: così i borghi offrono servizi per il rilancio economico e sociale 

PESCARA. Il 10% dei borghi abruzzesi ha puntato sulla cooperativa di comunità quale strumento economico e sociale per un presente e un futuro migliori. Su 305 comuni presenti nella nostra regione, infatti, in 32 si sono costituite altrettante cooperative di comunità che dal 2018 hanno risposto ad un doppio bando promosso da Confcooperative Abruzzo, l’ultimo dei quali si è chiuso il 28 febbraio, e che ora sono riunite nella rete “BorghiIN”.
Si tratta di cooperative regolate dalla legge regionale 25 del 2015, formate da cittadini desiderosi di fornire servizi e beni nei settori del welfare, cultura, turismo, agroalimentare e ambiente, altrimenti destinati a mancare in comunità sempre più fragili e a rischio spopolamento: trasporti locali, assistenza domiciliare, negozi indispensabili, servizi sociali, ospitalità e ristorazione, prodotti tipici, fino a pompe di benzina. Il tutto all’insegna del protagonismo di chi sul territorio ci è nato, ci vive e soprattutto intende rimanerci, conoscendone saperi, potenzialità, limiti e prospettive. Per questo, non è un caso se le realtà sono nate soprattutto nell’entroterra abruzzese. Se Confcooperative ha sostenuto la fondazione delle cooperative con fondi propri e agevolando finanziamenti provenienti dal circuito delle banche di credito cooperativo, altri partner istituzionali e culturali anche di livello nazionale hanno scommesso sull’idea: tra questi, la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per l’Abruzzo, Confesercenti Abruzzo, Pro Loco Unpli Abruzzo, Slow Food Abruzzo, Confartigianato
Finora, il progetto ha già movimentato 1,5 milioni di euro, pari all’investimento iniziale da parte di Confcooperative, e nel 2020 ha già dato vita a cinquanta posti di lavoro. Al bando del 2018 hanno risposto dieci cooperative, a quello del 2020 ventidue: tra queste, sette sono gemmate dalle Pro Loco, in quanto proprio il secondo avviso invitava specificamente queste esperienze già radicate sul territorio a evolvere in cooperativa di comunità.