Coordinamenti sanitari La Cisl: stop raccomandati
PESCARA. Il piano delle ristrutturazioni organizzative della Asl è alle battute finali. A confermarlo è il manager D’Amario. Le commissioni tecniche stanno procedendo in questi giorni all’esame dei...
PESCARA. Il piano delle ristrutturazioni organizzative della Asl è alle battute finali. A confermarlo è il manager D’Amario. Le commissioni tecniche stanno procedendo in questi giorni all’esame dei curriculum per l’assegnazione delle 12 posizioni organizzative e dei 69 coordinamenti sanitari delle professioni tecniche non mediche.
«Alle prime valutazioni seguiranno una serie di colloqui che farò personalmente, in maniera da verificare il possesso dei requisiti e le personalità scelte per ricoprire questi ruoli», spiega il direttore generale, rispondendo così a una serie di perplessità avanzate dalle organizzazioni sindacali. In particolare Davide Farina della Cisl funzione pubblica di Pescara parla di criteri di assegnazione «troppo generici per garantire una selezione oggettiva tra i curriculum dei candidati» e che non risponderebbero «a principi di efficienza, trasparenza e imparzialità», temendo quindi la ricorsa alla pratica della spintarella per accaparrarsi le promozioni.
Le posizioni organizzative e i coordinamenti, infatti, sono ruoli molto ambiti: è prevista una remunerazione aggiuntiva che oscilla dai 3mila ai 9mila euro all’anno per i primi e dai 1.900 ai 3mila 800 euro annui per i secondi.
«Il conferimento delle funzioni gestionali», si legge in un documento della Cisl/Fp, «per legislazione e contratto collettivo, dovrebbe avvenire sulla base esclusiva del possesso di particolari titoli quali laurea specialistica, master professionali, dottorati di ricerca, pubblicazioni scientifiche e altri titoli equivalenti».
«Alla data odierna», prosegue Farina, «la direzione generale della Asl non ha ottemperato agli obblighi previsti dal contratto collettivo, né ha inteso orientare le proprie scelte al rispetto dei principi di trasparenza ed equità previsti dall’articolo 3 della legge numero 241/90, nonostante la Cisl/Fp abbia provveduto a formulare e reiterare richieste di incontro».
I documenti prodotti dal sindacato sono stati inoltrati «per conoscenza e competenza» al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, commissario ad acta alla Sanità, all’assessore alla Sanità Silvio Paolucci e ai dirigenti competenti. «In assenza», scrive Farina, «dei dovuti elementi di trasparenza e dei criteri di concorrenzialità che rendano oggettivabili le assegnazioni dei ruoli e nella impossibilità, a oggi, di poterne avere certezza, si potrebbe scatenare un’avvilente rincorsa alla famigerata “raccomandazione” che minerebbe la dignità di ogni lavoratore candidato alla selezione. La Cisl/Fp ricorda come in passato queste attribuzioni vennero assegnate ad personam, senza il vaglio di una selezione pubblica con avviso interno a cui gli enti pubblici, come le aziende sanitarie, sono obbligate». (y.g.)
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