Coprifuoco della movida a mezzanotte

9 Novembre 2024

Masci firma l’ordinanza: da oggi niente tavolini in strada e stop alla vendita delle bevande. «Il riposo è più importante delle feste»

PESCARA. Da oggi scatta il coprifuoco nella zona della movida di piazza Muzii: da mezzanotte niente tavolini in strada e stop alla vendita «di qualsiasi genere di bevanda» da consumare all’aperto; all’interno dei locali, il consumo è ammesso. Ieri, il sindaco Carlo Masci ha firmato l’ordinanza numero 109 che fissa i limiti contenuti nel Piano di risanamento acustico. Un’ordinanza, considerata sperimentale, che sarà valida fino al 31 gennaio del 2025.
La decisione del sindaco arriva dopo la sentenza della causa civile intentata da 68 residenti contro il Comune: il tribunale ha riconosciuto agli abitanti del centro un risarcimento danni totale di 450mila euro per il riposo compromesso dai rumori della movida. L’ordinanza dice che «tra le misure adottabili per la protezione della salute delle persone deve necessariamente essere annoverata ogni azione idonea a garantire e preservare il diritto al riposo notturno dei cittadini e, ancor più in generale, il contenimento del rumore della città». E se gli imprenditori hanno il diritto di lavorare, spiega l’ordinanza, è più importante garantire il riposo ai residenti: «Nel bilanciamento degli interessi coinvolti, il diritto alla tutela della salute pubblica e privata, al benessere psicofisico, al riposo e alla quiete dei cittadini residenti, nonché, in generale, l’interesse al mantenimento di un adeguato livello di decoro urbano, assumono preminenza rispetto al diritto allo svolgimento della attività d’impresa senza limitazioni».
Nei giorni scorsi, le associazioni dei commercianti avevano chiesto all’amministrazione Masci una mediazione: una tregua al coprifuoco durante il fine settimana e nei giorni prefestivi, questa la richiesta di Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Cna. Una richiesta bocciata: «La giurisprudenza amministrava è granitica nel ritenere che il potere di ordinanza costituisce un rimedio ordinario in tema di inquinamento acustico».
L’ordinanza di Masci spiega così la movida pescarese: «Pescara è una città con una forte impronta di socializzazione che attraversa le diverse fasce di età e si riverbera in maniera eclatante ed evidente nel fenomeno della movida». Ma, dice ancora il documento, «il ritrovo di un gran numero di persone in ristretti spazi all’aperto o in prossimità dei locali comporta ipso facto numerosi disagi per i residenti dovuti a diverse cause quali il rumore provocato dalla presenza antropica e dalle emissioni musicali dai locali di somministrazione, oltre a problematiche legate all’igiene urbana, alla sicurezza e all’ordine pubblico, al vandalismo e all’abuso di alcol». E ancora: «La movida, protraendosi fino alle ore solitamente dedicate al riposo, può comportare ai residenti pescaresi notevoli disagi provocati, in particolare, dall’aumento del rumore antropico oltre le consuete e prefissate soglie di tollerabilità e da fenomeni di degrado urbano originati dall’abuso di sostanze alcoliche da parte degli avventori e dal travalicamento dei limiti del buon senso e del rispetto delle altrui esigenze». E allora, recita il documento, «è compito dell’amministrazione comunale porre in essere tutti gli interventi necessari ad assicurare una serena e civile convivenza».