Corso Manthoné, serrande giù per un cavillo

Quelli che non aprono: tavoli e sedie all’aperto solo dalle 20 alle 4 di notte per una norma del 2015
PESCARA. Pagano regolarmente la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, ma di giorno i titolari dei bar e dei ristoranti del centro storico non possono sistemare tavoli e sedie all’esterno dei loro locali. Un cavillo, rintracciabile tra le righe del regolamento comunale sul commercio del 2015, impone una serie di limitazioni orarie per le attività di corso Manthoné e via delle Caserme. Una norma che oggi, in coincidenza con le riaperture e con le misure di contenimento della cosiddetta fase due, suona come una beffa per decine di esercenti che temono il colpo definitivo dopo essere stati messi in ginocchio dall’emergenza coronavirus. «Abbiamo scoperto questa cosa per caso, dopo una sanzione dei vigili urbani poche settimane prima che si diffondesse il Covid», si rammarica Umberto Fiorillo, titolare della Caffetteria Manthoné, divenuto portavoce di una battaglia che coinvolge anche i ristoranti Giappo, Darò, Casa Flaiano, Tiella e Terracotta, le pizzerie Trieste e Pinguino e i locali Chupa, Mangiadischi e Zanardi. «Per un’assurda disposizione del 2015», sottolinea Fiorillo a nome degli altri commercianti, «noi esercenti del centro storico non possiamo apporre tavoli e sedie se non di notte, dalle 20 alle 4, pur avendo sempre pagato le relative tasse comunali. Questa è una situazione anomala che credo non si verifichi in nessun altro centro storico d’Italia. Abbiamo segnalato più volte questo problema, ma senza alcun esito». Se in tempi pre-emergenziali le limitazioni orarie potevano sembrare una questione di poco conto, adesso le severe misure di sicurezza imposte dal Governo e l’obbligo di distanziamento tra i tavoli impongono una riorganizzazione generale di tutti gli spazi delle attività, con una maggiore domanda di aree esterne dove far accomodare i clienti. «In questo momento di ristrettezze e di forte crisi», aggiunge il titolare della Caffetteria Manthoné, «per tutti noi, con l’estate alle porte, diventa vitale avere la possibilità di allargarci all’esterno. Il mio locale è piccolo, in base alle nuove disposizioni all’interno non possiamo far sedere nessuno, di conseguenza non posso più servire il pranzo ai dipendenti degli uffici della zona. E lo stesso vale per gli altri ristoranti che, paradossalmente, in base al regolamento comunale, possono iniziare ad allestire i tavoli solo dalle 20, quando le persone già arrivano per cenare». La richiesta degli esercenti del centro storico, rivolta al sindaco Carlo Masci e all’assessore al Commercio Alfredo Cremonese, è di modificare il regolamento comunale in modo da «parificare la nostra posizione a quella di tutti gli altri operatori della ristorazione», visto che «nel centro di Pescara, nonostante che ci sia la Ztl: non esiste né è mai esistita alcuna limitazione oraria simile a questa e peraltro nella vicinissima piazza Unione non vige questo divieto».
Interpellato dal Centro, l’assessore Cremonese ha ammesso che è in corso negli uffici un approfondimento: «E’ una vicenda che conosco», evidenzia Cremonese, «dovrebbe essere in dirittura d’arrivo l’approvazione di una delibera per la ripresa delle attività produttive e la riorganizzazione degli orari di apertura degli esercizi del territorio, estendendoli dalle 8 fino alla chiusura, consentendoci così di superare anche le limitazioni del regolamento per il centro storico. Uso il condizionale perché siamo in attesa di alcuni pareri in materia».

