Corso Strasburgo: «Basta attese, aprite i cantieri»

11 Aprile 2018

Coro unanime di residenti e cittadini dopo la presentazione delle osservazioni «Dopo anni di aspettative deluse, il Comune deve puntare su questa zona»

MONTESILVANO. «Guardi, io credo che dopo tutti questi anni l’importante sia partire con i lavori. Non fa niente se i cantieri apriranno in piena estate, quando qui si riempie di turisti e i lavori provocano disagi. L’importante per noi è che finalmente si faccia qualcosa per far uscire corso Strasburgo da questa situazione».
Lunedì scorso sono scaduti i termini di presentazione delle osservazioni al Piano particolareggiato 1 - Grandi Alberghi. Il Comune di Montesilvano ha adesso 30 giorni di tempo per esaminare ed eventualmente accogliere i rilievi posti dagli avvocati Jody ed Anthony Aliano (il secondo consigliere comunale di maggioranza) e dell’architetto Sara Tarricone a nome del Comitato Cultura e Territorio. Ma cittadini e commercianti di corso Strasburgo sperano vivamente che, trascorso anche questo periodo di legge, il Comune dia subito il via libera ai cantieri.
Paolo Costantini si sta godendo il suo caffè sotto i portici del Gran Caffè Strasburgo, lato riviera, in compagnia del suo cane Jago. «Io abito qui vicino, in via Inghilterra, ma tutte le mattine mi faccio una passeggiata fino al bar. D’estate qui è bellissimo, e corso Strasburgo potrebbe diventare il vero corso della città. Peccato che i lavori non siano mai stati completati. I più penalizzati per la mancanza di servizi siamo proprio noi anziani». Costantini vorrebbe inoltre che partisse al più presto il collegamento con i bus elettrici o a metano lungo la strada parco: «Basta dare ancora retta a chi si è comprato le ville e le case sperando di vivere in un’oasi», conclude Costantini. «Liberare corso Umberto da buona parte degli autobus garantirebbe anche una migliore qualità di vita per tutti».
Gino Berardi, docente in pensione e artista di fama internazionale, membro del direttivo cittadino del Pd, in corso Strasburgo ha da più di dieci anni il suo studio, lo “Spazio Arte”. Anche lui spera che, dopo la presentazione delle osservazioni al Pp1, il Comune proceda al più presto ai lavori nella zona: «Non esiste un’altra soluzione in città per creare uno spazio di aggregazione, un corso che unisca la riviera alla stazione al centro cittadino», dice Berardi. «Corso Umberto non è un corso cittadino, è una strada nazionale molto trafficata dove è difficile creare aggregazione. Qui invece si potrebbero portare sia i turisti che i cittadini, far fiorire il commercio e diventare un punto caratterizzante della città, ma questo non avviene. Come gli spazi per la cultura: non si farà più il teatro al Curvone, ma si dovrebbe fare un anfiteatro in questa zona, dove d’estate si crea il Teatro del Mare. Il Comune dovrebbe puntare seriamente su questo sito, senza farsi sottomettere dai costruttori. L’impressione è che non si voglia dare un’identità a questa città», conclude Berardi «ma nessuno sa perché».
Secondo Luca Filippone, titolare del negozio “Dog Style”, oltre ai lavori di riqualificazione bisogna tenere alta la sicurezza nella zona: «Soprattutto nelle ore serali e d’inverno, non sai mai chi passa in questa strada di nessuno. Chi come me ha investito qui lo ha fatto sperando proprio in un miglioramento».
Di speranze disattese parlano invece Alberto Onesti e Nicola Candeliere, collaboratori rispettivamente dell’agenzia immobiliare e di compravendita “Studio Affitti e “House Power”. «Nel corso degli anni chi ha creduto di fare un ottimo in vestimento in questa zona o è fallito o si è dovuto trasferire. Si sperava di avere una nuova piazza Salotto, un nuovo centro cittadino tipo quello di Pescara, invece tutte le speranze sono state disattese. E’ stata una carneficina, e la speranza è che i lavori ripartano al più presto con il completamento del progetto di corso», dicono i due esperti immobiliaristi.
Vorrebbe essere un po’ più ottimista Paolo Paglione, imprenditore del settore carni, che da quattro anni ha rilevato un’attività di corso Strasburgo e ha aperto la sua macelleria “La tradizione continua”: «Io la chiamo la Cattedrale del Deserto», dice Paglione «perché davvero sembra di stare nel deserto. Le aree verdi vuote, la strada tagliata a metà, il cantiere della chiesa fermo da anni... In questa zona la gente comincia a vedersi dopo le 16-16,30 di pomeriggio, ma di giorno è veramente un mortorio».
I ragazzi del quartiere si riuniscono il pomeriggio nel campetto che si trova all’angolo tra corso Strasburgo e via Portogallo, un’area utilizzata anche per lo sgambettamento dei cani. Che fine farà quello spazio non appena partiranno i lavori? Dove andranno a giocare i ragazzi? La preoccupazione è quella delle giovani madri che vivono nella zona: «Montesilvano è stata distrutta dal cemento», dice Catia «il Comune per una volta tuteli il futuro dei nostri figli».
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